FAQs

Ecco alcune FAQs - domande frequenti - che pensiamo possano aiutarvi a chiarire i vostri dubbi su corsi di formazione e consulenza sulla sicurezza sul lavoro.

La domanda che cerchi non è presente? Inviaci una mail o chiedilo direttamente al nostro operatore nella chat!

Q?

Per lavoratori stranieri è prevista una formazione particolare?

A.

Ove la formazione riguardi lavoratori stranieri, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.

Q?

Qual è la durata della formazione del RSPP?

A.

La normativa per la sicurezza sul lavoro, oltre a prevedere un percorso formativo obbligatorio per svolgere il ruolo di responsabile del servizio di prevenzione e protezione, prevede che ogni cinque anni tale percorso venga aggiornamento. La durata di tali corsi, rapportata ai macrosettori Ateco di cui ai prospetti del Modulo B, è articolata da 40 – 60 - 100 ore.

Q?

La formazione dei lavoratori è attuabile attraverso corsi di autoformazione online o offline?

A.

Ai corsi di formazione non è richiesta necessariamente la presenza fisica dei discenti e dei docenti, viene consentito, così, l’impiego di piattaforme e-Learning per lo svolgimento del corso formativo.
L’utilizzo della modalità di apprendimento sopra citato è consentito per:

  • Formazione generale lavoratori (4 ore)
  • Corso di aggiornamento per preposti (6 ore)
  • Corso di Formazione per Dirigenti (16 ore)
  • Formazione per addetti antincendio in attività a rischio d’incendio basso (4 ore)
  • Formazione aggiuntiva per preposti (4 ore)
  • Corso teorico di primo soccorso per aziende del gruppo B e C (8 ore)
  • Corso di aggiornamento per lavoratori rischio basso (6 ore).

È importante non confondere la formazione e-Learning con la formazione a distanza on-line ed off-line. Si parla di formazione a distanza (F.A.D.) quando l’insegnante e lo studente sono separati da una distanza fisica e la tecnologia viene usata per superare il gap didattico della mancanza di compresenza fisica. Esistono due tipologie di FAD:

  • Formazione off-line: basata sull'uso di strumenti che non si avvalgono del supporto delle reti (es: CD-ROM);
  • Formazione on-line: caratterizzata dalla diffusione dell'uso delle reti (specie internet - Skype).

Per e-learning s'intende l'uso delle tecnologie multimediali e di Internet per migliorare la qualità dell'apprendimento facilitando l'accesso alle risorse e ai servizi. Seppur la definizione appare simile alla FAD on-line è importante sottolineare che la formazione e-Learning è l’unica piattaforma certificata e riconosciuta, quindi l’unica che deve essere utilizzata.

Q?

Quali sono le sanzioni per la mancata formazione dei lavoratori?

A.

Per la mancata formazione dei lavoratori è previsto per il datore di lavoro e i dirigenti arresto da due a quattro mesi o l’ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro.

Q?

Esiste ancora il patentino per il muletto?

A.

Il cosiddetto “patentino” per il muletto corrisponde al nuovo attestato di formazione per i conducenti di carrelli elevatori, conforme all’Accordo Stato – Regioni del 22 febbraio 2012, che prevede il rilascio dell’abilitazione alla guida a seguito della partecipazione dei lavoratori ad un corso della durata di 12 ore, suddivise tra istruzione teorica ed addestramento pratico. Alla fine di tale corso viene effettuato un test di apprendimento a cui segue la consegna dell'attestato di frequenza/abilitazione.

Q?

Anche il datore di lavoro deve fare una formazione?

A.

La formazione del Datore di Lavoro è prevista solo nel caso in cui quest’ultimo desideri o possa ricoprire il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. In tal caso il datore di lavoro deve seguire un corso di formazione la cui durata varia in base alla categoria di rischio a cui appartiene l’azienda: 16 ore per rischio basso; 32 ore per rischio medio; 48 ore per rischio alto.

Q?

Quando si deve fare la formazione per i lavoratori?

A.

La formazione e, ove previsto, l’addestramento specifico devono avvenire in occasione:

  1. Della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;
  2. Del trasferimento o cambiamento di mansioni;
  3. Dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.

Il personale di nuova assunzione deve essere avviato ai rispettivi corsi di formazione anteriormente o, se ciò non risulta possibile, contestualmente all’assunzione. Nell’ultima ipotesi, ove non risulti possibile completare il corso di formazione prima dell’adibizione del lavoratore alle proprie attività, il relativo percorso formativo deve essere completato entro 60 giorni dall’assunzione.

Q?

Qual è il numero minimo di addetti alla lotta antincendio da formare in azienda? Oppure esiste un numero di addetti da formare?

A.

Il Decreto Legislativo 81/08 non stabilisce un numero minimo di addetti alla lotta antincendio da formare, ma prevede l’obbligo per il Datore di lavoro di designare preventivamente i lavoratori addetti alla gestione delle emergenze e ai fini della designazione stessa deve tener conto delle dimensioni dell’azienda e dei rischi specifici dell’azienda o della unità produttiva.

Q?

Qual è il numero minimo di addetti al primo soccorso da formare in azienda?

A.

L’art. 46 del Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza non definisce un numero minimo di addetti al primo soccorso, ma stabilisce che il datore di lavoro prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza tenendo conto della natura dell’attività e delle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, sentito il medico competente (ove nominato).

Q?

L’obbligo di aggiornamento periodico della formazione del RLS vige anche per le aziende che occupano fino a 15 dipendenti?

A.

Secondo la normativa, la durata dell’aggiornamento periodico della formazione del RLS “non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori”, non è quindi specificato il numero di ore di aggiornamento per i Rappresentanti dei lavoratori delle imprese con meno di 15 dipendenti, nonostante ciò è necessario comunque effettuare una formazione di almeno 4 ore annue, ricordando che la formazione deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi.

Q?

Quali visite sono obbligatorie nel corso della sorveglianza sanitaria?

A.

La sorveglianza sanitaria comprende:

  • Visita medica preventiva volta a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica;
  • Visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, una volta l'anno. Tale periodicità può assumere cadenza diversa, indicata dal medico competente in funzione della valutazione del rischio.
  • Visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica;
  • Visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l'idoneità alla mansione specifica;
  • Visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente.
  • Visita medica preventiva in fase preassuntiva, effettuata su scelta del datore di lavoro, dal medico competente o dai dipartimenti di prevenzione delle ASL.
  • Visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l'idoneità alla mansione.

Q?

È obbligatoria la sorveglianza sanitaria?

A.

A seguito dell'esito della valutazione dei rischi può rendersi necessaria la nomina di un medico competente per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria. Per taluni fattori di rischio è il D. Lgs 81/08 che stabilisce dei limiti oltre i quali è obbligatoria la sorveglianza sanitaria, uno di tali casi è relativo ai videoterminalisti in caso di utilizzo del vdt per più di 20 ore/settimana.

Q?

Entro quanto deve essere redatto il dvr in caso di apertura attività?

A.

In caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività.
La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.
ll documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato nel termine di trenta giorni dalle rispettive causali.
Sia in caso di nuova attività che di modifica all'attività esistente il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza della valutazione, attraverso idonea documentazione.

Q?

Valutazione del rischio chimico: come e quando farla?

A.

La valutazione del rischio chimico è obbligatoria per ogni azienda. La prima fase di valutazione può essere effettuata con modelli validati; al termine di tale fase, se l'esito è di rischio irrilevante per la salute e basso per la sicurezza, la valutazione può considerarsi ultimata. Altrimenti l'azienda è tenuta ad effettuare campionamenti strumentali personali e/o in ambiente di lavoro confrontando i risultati con i valori limite di esposizione professionale previsti dalla norma. Il Datore di lavoro aggiorna periodicamente la valutazione e, comunque, in occasione di notevoli mutamenti che potrebbero averla resa superata ovvero quando i risultati della sorveglianza medica ne mostrino la necessità.

Q?

Le valutazioni di rumore e vibrazioni sono obbligatorie? Hanno una scadenza?

A.

Ai sensi del Titolo VIII del D. Lgs 81/08 le valutazioni di rumore e vibrazioni sono obbligatorie. L'esposizione a rumore deve essere valutata mediante campionamento strumentale con fonometro. La valutazione delle vibrazioni è suddivisa tra mano-braccio, uso di attrezzature, e corpo intero, guida dei mezzi, entrambe valutate con utilizzo di accelerometro ed in alcuni casi di valori tabellati. Entrambe le valutazioni devono essere aggiornate ogni quattro anni da parte di personale qualificato in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi è aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio.

Q?

Quando è obbligatorio il coordinamento per la sicurezza in cantiere?

A.

Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.
Il coordinamento si applica anche nel caso in cui, dopo l’affidamento dei lavori a un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese. Il committente deve considerare se nell’arco di tempo necessario alla realizzazione delle opere commissionate vi è presenza, anche non contemporanea (quindi anche in tempi diversi), di più imprese.
Un classico esempio di cantiere che richiede coordinamento si ha in caso di lavorazioni svolte da un’impresa (ad es. murature) e subentro di altra impresa per lavori di qualsiasi natura, anche di montaggio/smontaggio opere provvisionali, realizzazione impianti, ecc...).

Q?

Cosa si intende per valutazione dei rischi?

A.

Valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
Pertanto l’elaborazione del DVR è il primo passo per una corretta gestione della sicurezza in Azienda.

Q?

È obbligatorio il Documento di valutazione dei rischi?

A.

In base all’art. 17 e 28 del D.Lgs. 81/08 in tutte le attività in cui siano presenti lavoratori, anche uno soltanto, è a carico del Datore di lavoro la valutazione di tutti i rischi e la redazione del DVR (Documento di valutazione dei rischi).
Ad oggi la normativa permette, nelle attività in cui non vi siano presenti rischi rilevanti ed il numero dei lavoratori sia inferiore a 10, l’effettuazione di una valutazione nel rispetto di Procedure standardizzata definite dal Decreto Interministeriale del 30.11.2012.

Q?

Quali sono i soggetti a cui si applica la normativa in materia di sicurezza sul lavoro?

A.

Il presente Decreto Legislativo si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, ed a tutte le tipologie di rischio, anche se presente un solo lavoratore. La norma definisce LAVORATORE quella persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.

Q?

Quale norme disciplinano primo soccorso ed antincendio?

A.

Per alcuni ruoli riguardanti la sicurezza sul lavoro esistono appositi decreti: per quanto concerne il primo soccorso in azienda si fa riferimento al DM 388/03 “Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale”; per la prevenzione incendi al D.M. 10/03/1998 “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro” ed al DPR 151/11 nel quale sono individuatele le attività soggette a prevenzione incendio per le quali deve essere presentata documentazione ai Vigili del Fuoco prima dell’apertura dell’attività.

Q?

Qual’è la normativa che disciplina la sicurezza sul lavoro?

A.

La normativa sulla sicurezza sul lavoro attualmente in vigore è il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro – Decreto legislativo n°81 del 2008. Tale D.Lgs. è andato a sostituire il vecchio D.Lgs. 626/94, integrandolo e introducendo nuove norme. Nel 2009 c’è stata un’integrazione anche del D.Lgs. 81/08, ovvero il D.Lgs. 106/09. A queste modifiche di legge si vanno ad aggiungere quelle che nascono dalle Conferenze Stato-Regioni, la più recente è quella del 21 dicembre 2011, che ha integrato la normativa riguardante la formazione per il datore di lavoro che ricopre il ruolo di RSPP e la formazione per lavoratori, dirigenti e preposti.