Agricoltura e sicurezza: dalle origini delle rificolone a oggi

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Oggigiorno se volete dare una buona visibilità alla vostra attività commerciale, investirete probabilmente dei soldi nel marketing on-line… il tutto comodamente seduti alla vostra scrivania. Ma torniamo indietro nel tempo di 400 anni: siete contadini in viaggio verso Firenze per vendere i vostri prodotti alla fiera-mercato per la natività della Madonna dell’8 settembre. Sapete che per non farvi il viaggio di ritorno a casa carichi di patate e zucchine invendute – invece che di monete guadagnate – dovrete fare di tutto per accaparrarvi il posto migliore e le prenotazioni non sono ammesse. Quindi? Quindi gambe in spalla e in marcia già dalla notte prima. Peccato che l’illuminazione stradale non sia ancora stata inventata e voi non volete rompervi una gamba né rovesciare il vostro carico. Quello che oggi a mali estremi si potrebbe risolvere con l’app torcia del cellulare, nel 600 richiedeva un po’ più di ingegno… oltre a una canna, una candela, carta o tela. Da quest’Art Attack d’altri tempi nascevano le lanterne improvvisate che oggi chiamiamo “rificolone” e che guidavano i mercanti dell’epoca nella loro lunga camminata by night del 7 settembre.

E la giornata lavorativa vera e propria doveva ancora cominciare…

Oggi il campo dell’agricoltura può fare affidamento sull’evoluzione tecnologica e appropriati dispositivi di protezione individuale. Purtroppo resta un settore in cui il tasso di infortuni e morti sul lavoro è notevole. Prima causa: il trattore. È tristemente ironico che proprio uno strumento nato con lo scopo di alleggerire il lavoro, tutelando la salute degli operatori agricoli, diventi invece causa di incidenti gravi. Se da una parte i secoli intercorsi hanno portato molte migliorie nel settore, rendendo meno gravosi e pericolosi alcuni compiti, dall’altra si sono aggiunti rischi che i contadini seicenteschi non immaginavano nemmeno: il possibile contatto con sostanze pericolose, come quelle utilizzate per eliminare i parassiti, o il rischio dovuto alla presenza di linee elettriche sono solo un paio di esempi.

Qualsiasi sia il contesto, o il secolo, in cui ci troviamo a svolgere le nostre attività lavorative, pensare di essere esenti da ogni tipo di rischio è un’illusione che può costarci cara. Ecco perché è importante non smettere mai di lavorare su prevenzione e formazione, tenendo ben presente che non stiamo parlando di norme astratte fini a se stesse, ma di indicazioni e comportamenti che servono a tutelare la nostra incolumità. Nel 600 non stupisce che la materia della sicurezza presentasse diverse falle (per usare un eufemismo), ma nel 2000 non sono più scusabili mancanze e sviste su un tema così importante.

Facciamo vedere al Grande Mietitore che la falce sappiamo usarla meglio noi (ma nei campi e non sulle persone!), e che la nostra sicurezza non è precaria come una lanterna di carta appesa a una canna…

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