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Oggi parleremo di un oggetto che fa parte della nostra vita ormai da anni: lo smartphone. Sempre più sottili e sempre più tecnologici ma, talvolta, a discapito della sicurezza.

Una delle maggiori fabbriche mondiali di smartphone è stata costretta a ritirare dal mercato un nuovo modello, ampiamente pubblicizzato, in quanto sono state registrate in breve tempo numerose esplosioni delle batterie agli ioni di litio installate all’interno dell’apparecchio.

Queste batterie oggi sono praticamente di uso universale in apparati portatili, in quanto hanno un costo relativamente contenuto e una grande autonomia, unita ad un peso ridotto. Le continue richieste di energia degli apparati portatili fanno sì che oggi il pacco batterie sia fortemente sollecitato, aumentando la possibilità che la batteria diventi un rischio per la sicurezza.

I fabbricanti di queste batterie hanno cercato di mettere sotto controllo il rischio di esplosione, in genere causato da un eccessivo aumento della pressione all’interno della batteria. Tale pressione viene causata da un sovraccarico termico conseguente ad una carica eccessiva, o troppo rapida.

Gli accorgimenti presi sono numerosi e vanno da dispositivi di scarico automatico dei gas in pressione, a dispositivi con coefficienti positivi di temperatura, sino a fusibili termici. Spesso la batteria è dotata anche di un microcircuito protettivo che impedisce sia il sovraccarico, sia un eccessivo flusso di corrente.

Durante la messa a punto dei prototipi gli esperti hanno rilevato più volte un rigonfiamento anomalo della batteria causato da un’eccessiva produzione di gas all’interno. Un’esplosione può avvenire quando la batteria si gonfia, l’involucro si frattura e l’ossigeno entra all’interno della batteria attraverso la rottura. L’elevata temperatura interna diventa causa di incendio.

Una raccomandazione generale che tutti i responsabili del servizio prevenzione e protezione dovrebbero diffondere ai dipendenti che utilizzano smartphone ed apparati similari è quella di tenere sempre sotto controllo l’apparato in fase di ricarica. Da evitare in modo assoluto di lasciare l’apparato in ricarica tutta la notte, senza alcun controllo visivo, perché il verificarsi di uno dei fenomeni sopra illustrati potrebbe portare alla creazione di un principio d’incendio all’interno dell’insediamento.

I lettori sono ormai al corrente del fatto che il trasporto di queste batterie in grandi quantità, su aerei di linea, è fortemente condizionato da regole che sono state messe a punto niente meno che dalle Nazioni Unite appositamente per ridurre al massimo i rischi legati al trasporto aereo di batterie agli ioni di litio.

È oggi disponibile un manuale delle prove e dei criteri di controllo di queste batterie (pubblicato dalle Nazioni Unite) che si inquadra nell’ambito delle raccomandazioni per il trasporto di merci pericolose.

Questo manuale impone tutta una serie di rigidi parametri di prova sulle batterie che comprendono la simulazione del comportamento in alta quota, test di natura termica e vibratoria, prove d’urto, cortocircuiti esterni, prove di sovraccarico da parte dell’alimentatore e prove di scarica accelerata. Una interessante caratteristica delle prescrizioni di questo manuale è che se una batteria fallisce una qualunque delle sequenze di prova previste, il test deve ricominciare da capo.

È ben vero che potrebbe sembrare eccessivo divulgare fra i lavoratori un messaggio afferente alla sicurezza delle batterie agli ioni di litio. Ma l’esperienza ha più volte dimostrato che la prudenza non è mai troppa quando si tratta di prevenire o mitigare i rischi che potrebbero coinvolgere i lavoratori e l’ambiente in cui operano.

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