APPROVAZIONE DEL SECONDO PIANO DI GESTIONE DEI BACINI IDROGRAFICI

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La Direttiva 2000/60/CE, che istituisce il quadro comunitario in materia di acque, prevede che tutti gli stati membri predispongano, per la prima volta entro il 22 dicembre 2009, i piani di gestione dei bacini idrografici e che tali piani di gestione siano riesaminati e aggiornati dalle autorità competenti ogni sei anni e, per la prima volta, entro il 22 dicembre 2015.

Il 3 marzo 2016 è stato approvato il primo aggiornamento dei piani di gestione dei bacini idrografici per sei degli otto distretti individuati sul territorio nazionale: Distretto Padano, Distretto delle Alpi Orientali, Distretto dell’Appennino Settentrionale, Distretto idrografico pilota del Serchio, Distretto dell’Appennino Centrale, Distretto dell’Appennino Meridionale. Per il distretto della Sardegna si è provveduto a livello regionale. I piani di gestione approvati il 3 marzo 2016 presentano un quadro aggiornato e integrato a livello di bacino delle conoscenze disponibili e identificano i programmi di misure per conseguire gli obiettivi di qualità ambientale. Inoltre, sono fondamentali ai fini dell’accesso alle risorse europee in tema di gestione delle acque.

Con Consiglio dei Ministri n.137 del 27 Ottobre 2016, è stato approvato, dopo un complesso procedimento pianificatorio avviato in coordinamento con le Regioni interessate, il secondo piano di gestione delle acque relativo ai distretti idrografici: Padano, delle Alpi orientali, dell’Appennino settentrionale, del Serchio, dell’Appennino centrale, dell’Appennino meridionale, della Sardegna e della Sicilia; i piani sono stati approvati dai Comitati istituzionali delle rispettive Autorità di bacino, fuorché quello della Sicilia, approvato dalla Giunta regionale. Per i medesimi distretti (fuorché per quello della Sicilia) sono stati approvati anche i Piani di gestione del rischio di alluvioni.

L’approvazione dei secondi Piani di gestione delle acque e dei Piano di gestione del rischio di alluvioni giunge in un momento significativo, spiega il Ministero, caratterizzato dall’avvio della “distrettualizzazione”, con la riforma in corso delle Autorità di bacino distrettuali.

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