AUMENTANO LE MALATTIE PROFESSIONALI DIMINUISCONO GLI INFORTUNI

DISASTRO SEVESO 10 LUGLIO 1976
12 Luglio 2016
HR 2.0 – LA GESTIONE EVOLUTA DELLE RISORSE UMANE
13 Luglio 2016
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La relazione annuale presentata dall’Inail, relativa a infortuni, malattie professionali e morti sul lavoro, ha constatato l’effettiva diminuzione degli infortuni durante lo svolgimento della propria attività; quest’ultimi in controtendenza rispetto alla continua crescita delle morti bianche e delle denunce dovute a malattie professionali.

Prendendo come riferimento il quinquennio 2011-2015, è stato confermato l’andamento decrescente del numero di infortuni sul lavoro con 637 mila denunce effettuate nel 2015, (in diminuzione del 4% rispetto al 2014 e del 22,1% rispetto al 2011). Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati poco più di 416 mila (-6,6% rispetto al 2014), di cui il 18,2% avvenuto “fuori dall’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Le denunce di infortunio con esito mortale sono passate da 1152 nel 2014 a 1246 nel 2015, circa 8,16% in più, di cui 694 infortuni accertati sul lavoro (il 55%, “fuori dell’azienda”), con una riduzione del 2% circa rispetto al 2014 e del 23,4% rispetto al 2011.

Gli infortuni sul lavoro, nel complesso hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail.

Le denunce di malattia professionale sono state circa 59 mila, 1500 in più rispetto all’anno 2014 ed il 24% in più del 2011. I lavoratori deceduti nel 2015 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.462 (il 27% in meno rispetto al 2011), di cui 470 per silicosi/asbestosi (l’85% con età al decesso maggiore di 74 anni). Poco meno di 1.600 sono stati i lavoratori riconosciuti con malattia asbesto-correlata. Il 63% delle denunce è per malattie del sistema osteomuscolare (cresciute del 46% rispetto al 2011). E’ importante ribadire che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 44 mila, di cui circa il 39% per causa professionale riconosciuta.

Tutto questo costringe le aziende ad avere molta più cura nella gestione del protocollo sanitario di ciascun lavoratore ed in particolare nell’identificazione di mansioni e fasi di lavoro; in questi casi è molto importante il ruolo del medico competente, il cui compito non è soltanto quello di procedere alle visite obbligatorie nell’interesse del lavoratore, ma anche quello di essere il consulente del datore di lavoro in materia sanitaria, consigliandolo e stimolandolo, e mantenendo un ruolo attivo nell’identificazione delle problematiche emerse e nell’attuazione delle idonee misure di prevenzione.

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