BEFANA 2017: CARBONE DOLCE O CARBONE VEGETALE?

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La Befana del 2017 potrebbe portare non solo il classico carbone dolce ma anche il pane nero.
Negli ultimi anni forni e ristoranti vendono e servono pizza e panini neri, il mercato invita i consumatori ad acquistarli sponsorizzando i potenziali effetti benefici sulla salute.
In realtà l’idea di mangiare del cibo nero non è di per sé molto invitante perché è facile che venga associato a qualcosa di bruciato che normalmente scartiamo sia esso la crosta della pizza, le bruschette o parti di carne ferocemente cotta alla brace, visto il suo potere cancerogeno.
Riassumendo: le parti bruciate contengono benzopirene e altri idrocarburi policiclici aromatici altamente nocivi per la salute umana.

Il pane al carbone vegetale, volgarmente noto come pane nero, per la sua preparazione prevede l’aggiunta nell’impasto della finissima polvere, porosa, inodore e insapore, di carbone vegetale (realizzato in una combustione senza fiamma di gusci, noccioli di frutta, pioppo, betulla, etc…).
È proprio la porosità che ha, inizialmente, spinto tutti a definire benefico questo tipo di impasto. I microscopici pori catturano infatti i liquidi, i gas, i batteri, i virus e le tossine presenti nel tratto gastrointestinale.
Il carbone vegetale, vista la sua capacità adsorbente, viene utilizzato in caso di avvelenamenti acuti per contrastare l’assorbimento della sostanza ingerita. Per lo stesso motivo viene utilizzato anche per migliorare situazioni di meteorismo.
Una volta ingerito,05 il carbone vegetale ha la capacità di legare qualsiasi cosa transiti lungo il canale digerente quindi attenzione a mangiare pane nero in caso di assunzione di farmaci. Il medicinale preso in una finestra temporale che va da 30 minuiti prima a 2 ore dopo aver assunto del carbone vegetale non verrà assorbito oppure verrà assorbito solo parzialmente.

Altra cosa da sapere: quando impiegato come additivo alimentare, il carbone vegetale si identifica con la sigli E153.

Che dicono in America del pane nero? In America viene vietato l’uso alimentare del carbone nero a causa della potenzialità cangerona. Non viene infatti data certezza dell’assenza di benzopirene.

Conclusioni? È una moda nata nelle cucine degli chef e poi arrivata fino al piccolo consumatore per discorsi di marketing.
L’utilità per il consumatore finale è scarsa mentre alti potrebbero essere i rischi! Perciò anche quest’anno speriamo che la Befana ci porti, se proprio deve, del carbone dolce!

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