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In molte delle nostre città si va sempre più diffondendo, complice l’ingresso nel mercato italiano delle biciclette low cost prodotte in oriente, il bike sharing ovvero “biciclette di proprietà pubblica, dislocate in diversi punti di parcheggio, che si possono utilizzare e riconsegnare successivamente presso un altro punto di parcheggio” secondo la definizione del dizionario Garzanti.
Solo pochi giorni fa Il Sole 24 Ore metteva in evidenza questo uso e consuetudine.

 

Una buona notizia risulta quella di potersi spostare con un mezzo ecologico ed economico, a tutela dell’ambiente, ma quest’oggi vorrei porre l’attenzione sull’uso della bici in sicurezza. Generalmente la bicicletta è un mezzo relativamente sicuro; se utilizzato però in un contesto dove il traffico di altri veicoli è elevato, chi la conduce può incorrere in rischi importanti complice la scarsa visibilità o la scarsa visuale degli altri utenti della strada, ma anche le nuove conformazioni delle sedi stradali.

 

Vi siete mai chiesti se i ciclisti che percorrono le strade sono tutti a norma di legge?

 

Con “ciclisti” intendo tutti, dagli usuali agli amatori, che secondo il Nuovo Codice della Strada e nello specifico agli articoli 50, 68, 143 e 182 possiamo vedere assimilati non nell’uso della bicicletta, ma nell’uso del velocipede (definizione completa riportata nell’articolo 50). Il velocipede è un tipo antiquato di bicicletta munita di una ruota anteriore molto più grande rispetto a quella posteriore con origine del termine a partire dal 1818.

 

Andiamo a prendere in considerazione quanto disposto dall’articolo 182 e cioè quello che usualmente viene ad essere oggetto di infrazione. Qui si riporta in estratto ma che, in ogni caso, vi invito a leggere per intero:

 

1. I ciclisti devono procedere su unica fila, (…) salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro;

 

2. I ciclisti devono avere libero l’uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano (…);

 

3. Ai ciclisti è vietato trainare veicoli, salvo nei casi consentiti dalle presenti norme, condurre animali e farsi trainare da altro veicolo;

 

9-bis. Il conducente di velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità;

 

10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99 (2). La sanzione è da euro 41 a euro 168 quando si tratta di velocipedi di cui al comma 6.

 

 

E questa è l’analisi di una parte di uno dei 4 articoli indicati che porta a vedere come nella quotidianità molti utenti non sono soggetti infallibili. Ci portiamo a condurre la bicicletta il più delle volte emulando gli altri senza porre l’attenzione a chi gira intorno a noi. Basti pensare che in presenza di piste ciclabili l’utente è obbligato a condurre la bicicletta nella pista a lui dedicata e può essere soggetto a infrazione per il Nuovo Codice della Strada.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

 

 

Marco Molinaro
Marco Molinaro
Divisione Tecnica

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