IL CONSULENTE ADR: L’IMPORTANZA DEL RUOLO

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Il trasporto di sostanze ed oggetti pericolosi sulla strada è regolato dall’ “Accordo Europeo Relativo al Trasporto Internazionale di Merci Pericolose sulla Strada” abbreviato A.D.R. firmato a Ginevra nel 1957 e ratificato in Italia con la legge n.1839 del 12 Agosto 1962. La direttiva comunitaria 94/55/CEE del 21/11/94, ha in seguito reso obbligatorio il recepimento e l’applicazione di queste norme anche ai trasporti in ambito nazionale. L’A.D.R. viene aggiornato ogni due anni circa e ad esso sono soggette tutte le sostanze, i prodotti chimici, gli oggetti contenenti prodotti chimici ed i rifiuti che presentino caratteristiche di pericolo per il trasporto. I soggetti principali che operano sono tre: lo speditore, il trasportatore e il destinatario. In particolare, lo speditore e il trasportatore hanno l’obbligo di avvalersi della collaborazione di un consulente (D.L. n. 35 del 27/01/2010 e ADR cap. 1.8.3). Nel caso che i soggetti sopraelencati si servano di servizi di terzi, come ad es. imballatori e/o caricatori, anche questi terzi sono soggetti all’obbligo di nominare il consulente.

La figura del consulente, denominata “Dangerous Goods Safety Adviser” è stata creata in Italia con il D.L. n. 40 del 4 febbraio 2000, sostituito ora dal D.L. n. 35 del 27/01/2010, che recepisce nella legislazione nazionale una normativa dell’Unione Europea e di tutti gli stati firmatari dell’accordo ADR. Questa importante funzione deve quindi venire introdotta nell’organigramma aziendale di tutte le società che in conto proprio o per conto terzi caricano, scaricano o trasportano merci pericolose.

Il consulente deve possedere approfondite competenze in relazione alla normativa ADR in quanto predisporre per l’azienda:

  • Relazione annuale sull’attività di carico, scarico o trasporto di merci pericolose,
  • Rapporto d’incidente,
  • Consulenza all’azienda in merito alla sicurezza dei trasporti di merci pericolose.

Il consulente in materia di ADR è solitamente una figura esterna all’azienda, che però, data la criticità e l’ampiezza della materia in cui opera, deve comunque essere una figura integrata all’interno dei processi aziendali connessi con le attività di trasporto, carico e scarico di merci pericolose effettuate dall’impresa in modo da poterli esaminare, analizzare, e quindi gestire, in maniera opportuna.

Oltre ad avere le competenze opportune per conoscere preventivamente i possibili rischi d’incidente e valutare la gravità delle conseguenze a loro associati, in modo da poterli prevenire e mitigare con concreti interventi tecnici o gestionali, deve essere in possesso anche di strumenti che lo agevolino nella propria attività.

E’ chiaro quindi come la posizione della figura del consulente sia estremamente delicata e cruciale, sia dal punto di vista dei suoi rapporti all’interno dell’azienda, sia verso le pubbliche autorità ma è fondamentale in quanto i rischi del trasporto di merci pericolose e le conseguenze derivanti possono risultare di entità anche molto rilevante. Allo stesso tempo, la complessità normativa è talmente elevata per cui si è manifestata la necessità di fornire alle imprese un valido supporto per tutelarsi da sanzioni che sono sempre più pesanti e che colpiscono soprattutto il trasportatore.

La normativa prevede per le aziende un obbligo di designazione ufficiale del consulente. Quindi la nomina è un atto formale interno all’azienda, l’amministratore deve comunicare per iscritto al consulente la sua nomina e il consulente stesso deve accettare l’incarico per iscritto. La nomina deve essere anche comunicata opportunamente all’Ufficio della motorizzazione di competenza entro 15 giorni. La normativa prevede pesanti sanzioni pecuniarie per la mancata nomina e per la mancata comunicazione prevista.