I costi della non sicurezza

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I vantaggi economici della sicurezza e della salute sul lavoro sono oggi più evidenti che mai. Oltre a principi etici, sociali e legislativi gli investimenti in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro sono giustificati anche da presupposti economici.

 

Infortuni e malattie professionali possono rappresentare per un’azienda una grossa fuoriuscita di denaro:

 

  • indennizzi assicurativi,
  • sanzioni, indagini,
  • verbali,
  • rapporti con le autorità di controllo,
  • danni a mezzi di produzione,
  • interruzione della produzione,
  • perdita produttività al rientro del lavoratore,
  • riqualificazione.

 

Ma anche costi indiretti come:

 

  • riscarcimenti in sede civile al lavoratore,
  • spese legali,
  • scioperi,
  • straordinari,
  • mancate vendite per perdita di immagine.

 

In occasione del XXI Congresso mondiale sulla salute e sicurezza sul lavoro tenutosi a Singapore nel settembre 2017 è risultato che “Secondo le stime emerse da un progetto internazionale, le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro costano all’UE non meno di 476 miliardi di EUR ogni anno. I soli tumori connessi all’attività lavorativa generano costi pari a 119,5 miliardi di EUR.”

 

Investire in sicurezza sul posto di lavoro è prima di tutto un dovere etico e morale per prevenire il maggior numero possibile di incidenti. Ma anche gli imprenditori più cinici dovranno constatare quanto sia significativa la conseguente riduzione dei costi: senza infortuni diminuirà l’impatto economico dato dall’assenza da lavoro del dipendente infortunato, per non parlare dei costi per la formazione di un sostituto. Inoltre evitare danni alle apparecchiature comporterà minori costi di riparazione, oltre ovviamente a tutti gli altri aspetti già citati sopra.

L’attenzione ai problemi di sicurezza non solo può aiutare le aziende a evitare sanzioni legali, ma anche danni alla reputazione che potrebbero pesare sul portafoglio dei titolari ancora più delle multe. Un errore, evento o violazione può rapidamente generare una tempesta mediatica con un conseguente danno reputazionale, a volte capace di compromettere la tenuta sul mercato dell’azienda.

Al contrario investire sulla sicurezza e la salute di tutti i lavoratori, porterà all’azienda benefici in termine di risparmi valore aggiunto creato dal miglioramento della motivazione e della soddisfazione dei dipendenti e il miglioramento dell’immagine dell’impresa. Le prestazioni dei lavoratori sono più alte quando tutti sanno come prevenire gli infortuni e hanno fiducia nel ruolo attivo della direzione nella protezione della propria incolumità. Le Organizzazioni che investono in prevenzione hanno mostrato di guadagnare in termini di innalzamento della qualità del prodotto e innovazione.

I risultati di una ricerca dell’Issa che ha coinvolto 300 aziende di 15 paesi del mondo dimostra che investire in prevenzione garantisce un ritorno economico vantaggioso su tutti i fronti: da quello produttivo a quello d’immagine, dalla soddisfazione del personale alla sua efficienza sul lavoro. A livello globale Issa stima un Return on Prevention medio pari a 2,2, vale a dire che per ogni euro investito in sicurezza si determina un beneficio quantificabile in 2,2 euro per l’azienda. Analizzando alcune singole voci, inoltre, le variazioni sono ancora più sensibili: la ricerca ha stimato, infatti, che eseguire la formazione ha un Rop di 4,5 (scopri i nostri corsi di formazione) e la sorveglianza sanitaria e i check-up hanno un Rop di 7,6 ovvero: ogni euro investito se ne risparmia ben 7,6 (scopri i nostri servizi tecnici).

Conti alla mano, la prevenzione conviene.

 

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