COVID-19 e aziende: domande e risposte

Smart working e sicurezza sul lavoro: come funziona?
18 Marzo 2020
Formazione a distanza: cos’è e come funziona
23 Marzo 2020

Ultimo aggiornamento dell’articolo: 2 aprile 2020.

 

Quali sono le principali domande che le aziende si pongono sull’emergenza coronavirus?
Ci siamo presi l’impegno di raccoglierle e di condividere le nostre risposte, mantenendo il focus su “COVID-19 e aziende”.

Il mondo del lavoro ha subito una forte frenata, ma non si è arrestato del tutto. È importante che chi sta continuando a lavorare sappia come comportarsi per portare avanti le proprie attività e al tempo stesso tutelare la salute di tutte le persone coinvolte.

Noi faremo tutto il possibile affinché questo succeda.

I contenuti di questo articolo verranno continuamente implementati e corretti alla luce dei nuovi DPCM sulla lotta al coronavirus.
Salva il link all’articolo e consultane la versione aggiornata ogni volta che desideri.

 

COVID-19 E AZIENDE: IN GENERALE


Qual è l’ultimo decreto emesso?

Il DPCM 1 aprile 2020 che proroga l’efficacia dei precedenti decreti fino al 13 aprile 2020.

Relativamente alla chiusura di tutte le attività produttive non essenziali o strategiche segnaliamo il DPCM 22 marzo 2020 e il successivo decreto-legge del 24 marzo 2020.


Come faccio a sapere se la mia Azienda può rimanere aperta?

Cerca il codice ATECO della tua attività in questa lista. Quelle con la spunta verde possono rimanere aperte.
Fonte: l’Allegato 1 del DM del 25 marzo 2020 che aggiorna quanto indicato nell’allegato 1 del DPCM 22 marzo 2020.


Codice ATECO: cos’è e come faccio a sapere il mio?

Il codice Ateco è una combinazione alfanumerica che identifica una ATtività ECOnomica. Scopri di più.


Se un’Azienda non produce beni essenziali, ma lavora per un’Azienda che invece lo fa, può rimanere aperta?

Le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera possono continuare a rimanere aperte e attive. Occorre effettuare una comunicazione tramite PEC al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente.

Fonte: DPCM 22 marzo 2020, art. 1, lettera d.

 

Una volta che ho fatto la comunicazione per PEC alla Prefettura cosa succede?
Non trattandosi di una richiesta di autorizzazione, non è prevista una risposta. Ricorda che possono inviare la comunicazione – di cui alla domanda sopra – quelle aziende che fanno parte dell’indotto delle aziende ritenute essenziali. Ti comunichiamo che già alcuni nostri Clienti hanno ricevuto il controllo da parte dei Carabinieri: è fondamentale dimostrare di aver condotto una valutazione dei rischi che ha portato alla redazione del Protocollo sicurezza COVID-19, approvato dagli RLS, e che sono attuate le misure ivi individuate tra cui l’uso di mascherine, disinfettanti, distanziamento sociale e turnazione finalizzata alla riduzione del personale.

Se un’Azienda lavora in modalità smart working, può proseguire la sua attività?

Senz’altro. Il DPCM 22 marzo 2020, art. 1, lettera c spiega che le attività produttive che sarebbero sospese possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile.


Quali sono le indicazioni generali per gli ambienti di lavoro?
  • Lavoro agile – organizzarsi per far svolgere in modalità di lavoro agile tutte quelle attività per cui è possibile farlo (es. attività di segreteria)
    Ferie e congedi – Incentivare ferie e congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva
  • Sospensione attività – Sospendere tutte le attività non indispensabili
  • Protocolli anti-contagio – Assumere protocolli di sicurezza anti-contagio:
    • facendo rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento
    • facendo adottare strumenti di protezione individuale nel caso la distanza interpersonale sia inferiore a un metro
  • Sanificazione – Incentivare la sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali
  • Per tutte le attività produttive:
    • limitare al massimo gli spostamenti all’interno dei siti
    • limitare l’accesso agli spazi comuni
    • favorire intese tra organizzazioni datoriali e sindacali
    • invitare al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile per tutte le attività non sospese

Fonte: Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020.


Quanto dura il periodo di incubazione del virus COVID-19?

Si stima che sia compreso fra i 2 e gli 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.


Cosa si intende di preciso con “contatto stretto”?

Vediamo i casi principali:

  • contatto fisico diretto con un soggetto positivo al COVID-19 (es. stretta di mano)
  • contatto con un soggetto positivo al COVID-19 a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore di 15 minuti
  • contatto diretto non protetto con le secrezioni di un soggetto positivo al COVID-19 (ad es. toccando a mani nude fazzoletti per il naso usati)
  • persona che vive nella stessa casa di un soggetto positivo al COVID-19

Si ricorda che i “contatti stretti” devono essersi verificati negli ultimi 14 giorni.


Devo firmare il protocollo per la prevenzione da coronavirus?

Non è indicato, ma suggeriamo di farlo firmare ai membri del Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, dalle rappresentanze sindacali aziendali e dal RLS.


La mia Azienda si occupa di trasporto merci. Possiamo circolare?

Le Aziende di trasporto merci possono circolare solo se la loro attività è funzionale a quella delle aziende che producono beni essenziali (vedi risposta alla domanda “Se un’Azienda non produce beni essenziali, ma lavora per un’Azienda che invece lo fa, può rimanere aperta?”). In tal caso, gli autisti dei mezzi di trasporto si muovono per comprovate esigenze lavorative.

È inoltre sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza.


Una struttura ricettiva (es. hotel) deve verificare se il proprio ospite viaggia per motivi legittimi?

No, non è di sua competenza. Ricordiamo tuttavia che i viaggi per motivi turistici sono assolutamente vietati. Sono consentiti solo gli spostamenti per assoluta urgenza, comprovate esigenze di lavoro, motivi di salute o situazioni di necessità.


Imprenditori e lavoratori agricoli, anche stagionali, possono continuare a lavorare?

Sì, è consentito. Il decreto prevede la continuità, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, del settore agricolo, del settore pesca, zootecnico di trasformazione agroalimentare, comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.


Sanzioni: cosa succede a chi trasgredisce?

Il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro. Non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.

Nei casi di mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita con la pena di cui all’articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale (reclusione da uno a cinque anni).


Dove trovo l’ultimo modello di autocertificazione da scaricare?

Eccolo: clicca qui.

 

ACCESSO ALL’AZIENDA

 

È obbligatorio misurare la temperatura ai lavoratori prima che accedano ai locali aziendali?

Non c’è nessun obbligo di misurazione della temperatura. Il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020 autorizza a farlo purché avvenga ai sensi della disciplina privacy vigente. Nel caso non si effettui la misurazione, l’Azienda si organizzerà con procedure di prevenzione e comunicazione tra dipendenti e Direzione.

 

Come posso misurare la temperatura senza violare la disciplina privacy vigente?

A tal riguardo si suggerisce di:

  • non registrare il dato acquisito, a meno che non si riscontri il superamento della soglia di temperatura (37,5°). In tal caso, è possibile identificare l’interessato e registrare la temperatura per documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali
  • fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali
  • definire le misure di sicurezza e organizzative adeguate a proteggere i dati; a tal fine, si ricorda che i dati possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da COVID-19 e non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative
  • in caso di isolamento momentaneo dovuto al superamento della soglia di temperatura, assicurare modalità tali da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore

Quali devono essere i contenuti dell’informativa privacy per la misurazione della temperatura?
  • Con riferimento alla finalità del trattamento può essere indicata la prevenzione dal contagio da COVID-19
  • con riferimento alla base giuridica può essere indicata l’implementazione dei protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020
  • con riferimento alla durata dell’eventuale conservazione dei dati si può far riferimento al termine dello stato d’emergenza

Chi può effettuare la misurazione della temperatura?

A differenza delle condizioni normali, il Protocollo non indica qualifiche particolari per il ruolo. Si raccomanda l’impiego di personale fidato perché si andranno a gestire dati sensibili.


Misurazione della temperatura: un dipendente supera i 37,5°. Cosa fare?
  • Isolarlo momentaneamente e fornirgli la mascherina “chirurgica”, garantendo la riservatezza e la dignità del lavoratore in tale condizione
  • Invitare il lavoratore a contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni

Il lavoratore non deve recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede.

 

Non ho i mezzi per poter effettuare la misurazione della temperatura. Cosa posso fare quindi?

Il Datore di Lavoro può richiedere a tutti i dipendenti di dichiarare anticipatamente la comparsa di stati di malessere riconducibili alla sintomatologia da COVID-19.

 

GESTIONE DEI LAVORATORI

 

Devo organizzare una sorveglianza sanitaria aggiuntiva per i miei dipendenti?

No, ma deve proseguire la sorveglianza sanitaria periodica.

 

Un mio dipendente manifesta febbre e sintomi di infezione respiratoria (es. tosse) mentre è sul luogo di lavoro. Cosa fare?
  • Procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti nei locali
  • Avvertire immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute

 

Un mio dipendente manifesta febbre e sintomi di infezione respiratoria (es. tosse) mentre è a casa. Cosa fare?

Invitare il dipendente a rimanere a casa e a chiamare il proprio medico curante.

 

Un dipendente della mia Azienda è positivo: cosa fare?

Posto che se il soggetto è stato sottoposto a tampone significa che è già stato isolato al di fuori dell’Azienda, l’Azienda dovrà collaborare con le Autorità sanitarie per la definizione dei “contatti stretti” del dipendente  positivo al COVID-19, in modo da permettere alle autorità di applicare le necessarie misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili “contatti stretti” di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria.
Non è necessario che tutta l’Azienda chiuda e che l’intero personale sia messo in quarantena. Solo chi ha avuto “contatti stretti” con la persona positiva al COVID-19 sarà soggetto all’isolamento domiciliare.

 

Un dipendente della mia Azienda ha avuto un “contatto stretto” con un soggetto positivo al COVID-19. Che succede adesso?

Se il “contatto stretto” non è avvenuto negli ultimi 14 giorni, non c’è l’obbligo di prendere provvedimenti.

Se il “contatto stretto” invece è avvenuto negli ultimi 14 giorni, la persona in questione sarà sottoposta a isolamento domiciliare per due settimane con ordinanza del sindaco. Questo non significa che sia necessariamente stata contagiata.

Quindi?

L’Azienda può proseguire le sue attività e, al termine della quarantena, accogliere nuovamente il lavoratore se durante il periodo di isolamento non ha mai manifestato alcun sintomo.

Qualora il dipendente, durante la quarantena, cominciasse a manifestare sintomi e, sottoposto a tampone, risultasse positivo, si procederà a ricostruire i suoi “contatti stretti” sul luogo di lavoro, individuando quei soggetti che a loro volta saranno messi in quarantena preventiva.

 

Un dipendente della mia Azienda ha avuto un “contatto stretto” con un soggetto in quarantena. Che succede adesso?

Se il soggetto in quarantena non risulta positivo, non succede nulla. Se invece dovesse risultare positivo e il contatto fra i due fosse avvenuto negli ultimi 14 giorni, il tuo dipendente verrà messo a sua volta in quarantena preventiva.

 

Un dipendente della mia Azienda vive con un soggetto in quarantena. Che succede adesso?

Vale la stessa risposta appena data. Non vi è l’obbligo normativo di impedire a priori l’accesso del tuo dipendente ai locali aziendali.

 

Coronavirus e infortunio sul lavoro: cosa c’è da sapere?

Viene considerato infortunio sul lavoro il contagio avvenuto “in occasione di lavoro”: ossia, non solo sul luogo di lavoro (azienda, ufficio, cantiere, ecc.) ma in ogni situazione riconducibile all’espletamento del rapporto lavorativo, come trasferte o il tragitto casa-lavoro.

 

Il dipendente in quarantena risulta in malattia?

Sì, sia che si tratti di quarantena obbligatoria che di quarantena volontaria. Nel caso di quarantena obbligatoria per virus contratto sul lavoro, si parla di infortunio sul lavoro (vedi risposta precedente).

 

Quarantena obbligatoria e quarantena volontaria: che differenza c’è?

La quarantena obbligatoria si verifica se la persona ha sintomi riconducibili al virus.

La quarantena volontaria si verifica se il lavoratore decide autonomamente di isolarsi:

  • a causa delle prescrizioni dell’autorità pubblica

oppure

  • perché è entrato in contatto con soggetti ricadenti nelle condizioni previste

Si tratta in tal caso di un comportamento di oggettiva prudenza e viene considerato al pari della quarantena obbligatoria.

 

Fornire mascherina e guanti ai miei dipendenti li rende più sicuri dal contagio?

Per quanto riguarda le mascherine, si rimanda alla sezione “Focus mascherine” più avanti. In ogni caso le mascherine sono utili solo nel caso di contatto ravvicinato fra le persone.

È utile indossare dei guanti se, toccata una superficie potenzialmente “infetta”, si gettano immediatamente evitando di toccarsi il viso. Il virus infatti si “appoggia” al guanto così come farebbe sulla tua mano nuda. Se ti tocchi bocca, occhi o naso indossando dei guanti su cui si è depositato il virus, avviene comunque il contagio (il virus non penetra direttamente attraverso i pori della pelle, ad esempio delle mani). Ricordati che ci tocchiamo la faccia innumerevoli volte, molte di più di quelle di cui siamo consapevoli.

 

Ho adottato tutte le misure per tutelare i miei dipendenti dal contagio, ma un mio collaboratore si rifiuta di presentarsi a lavoro. Posso prendere provvedimenti?

L’assenza dal lavoro per paura di contagio da Coronavirus pur non sussistendo elementi di inadempienza da parte dell’Azienda nei confronti dei DPCM sul COVID-19 e del Protocollo per combattere il virus sui luoghi di lavoro, costituisce assenza ingiustificata dal luogo di lavoro e il Datore di Lavoro è autorizzato a prendere i provvedimenti disciplinari ritenuti più opportuni, compreso eventualmente il licenziamento.

 

Smart working: spetta al datore di lavoro fornire tutta la strumentazione per svolgere il lavoro da casa?

No, non è obbligatorio. Il datore di lavoro deve però adottare ogni misura organizzativa e gestionale per consentire lo svolgimento del lavoro da casa.


Ci sono norme di salute e sicurezza per il lavoro agile?

L’art. 22 l. 81/2017 regola i requisiti che garantiscono la salute e sicurezza sul lavoro per la prestazione in modalità di lavoro agile.

Il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, e a tal fine il lavoratore è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal dl per fronteggiare i rischi presenti in ambienti indoor outdoor diversi da quelli di lavoro abituali.

Per maggiori dettagli, leggi l’articolo Smart working e sicurezza sul lavoro: come funziona?

 

E se non è possibile svolgere la prestazione in modalità agile?

Il datore di lavoro può disporre che i propri dipendenti facciano uso delle proprie ferie pregresse fino al termine del periodo di emergenza coronavirus.

 

GESTIONE DEGLI AMBIENTI

 

Qual è la differenza fra pulizia e sanificazione?

Col termine “pulizia” si intendono i procedimenti per rimuovere ed asportare rifiuti, polveri e sporco, di qualsiasi natura esso sia, dalle superfici e dagli ambienti (ovvero lo “sporco visibile”). L’operazione di pulizia di superfici e ambienti è un’operazione preliminare e indispensabile alle successive fasi di sanificazione.

La “sanificazione” serve a rendere sani determinati ambienti eliminando i batteri o gli agenti contaminanti che le normali pulizie non possono rimuovere.

Per maggiori dettagli, leggi l’articolo Pulizia o sanificazione: scopriamo le differenze.

 

E la disinfezione cos’è?

La “disinfezione” è una procedura di sanificazione. Con la disinfezione si applicano agenti disinfettanti che distruggono i microrganismi patogeni.

Un’altra forma di disinfezione è la “sterilizzazione” che in pratica elimina ogni forma di vita. Si può ottenere soltanto con il fuoco, con il vapore saturo sotto pressione, con trattamento ai raggi UV.

Per maggiori dettagli, leggi l’articolo Pulizia o sanificazione: scopriamo le differenze.

 

Se nella mia azienda si verifica un caso positivo di COVID-19, devo far effettuare una pulizia straordinaria di tutti i locali?

No, solo di quelli che effettivamente sono stati frequentati dal soggetto positivo. Per la pulizia straordinaria degli ambienti di lavoro si seguono le indicazioni contenute nella Circolare del Ministero della Salute 0005443 del 22.02.2020. Per i locali non frequentati dal soggetto positivo è sufficiente la pulizia ordinaria, avendo cura di pulire con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici.

È molto importante che l’impresa incaricata della pulizia venga informata preventivamente della presenza in azienda di un soggetto positivo, in modo che possa prendere le relative misure di tutela.

 

Se non ho servizi igienici da destinare ai lavoratori esterni, devo sospendere quel tipo di attività?

Sì. Il Protocollo del 14 marzo 2020 stabilisce che per fornitori, trasportatori e/o altro personale esterno occorre individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera.

 

FOCUS MASCHERINE

 

Dove si trovano le mascherine?

La Protezione Civile si è fatta carico della loro distribuzione.

 

La mascherina mi rende più sicuro?

L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus, ma deve essere adottata in aggiunta alle altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Ecco alcune accortezze:

  • indossare la mascherina ogni qualvolta si è tra persone e non è assicurata la distanza minima di 1 metro
  • prima di indossare la mascherina, lavare le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica
  • non è utile indossare più mascherine dello stesso tipo sovrapposte
  • evitare di toccare la mascherina durante l’uso e, se dovesse succedere, lavarsi subito le mani
  • la presenza di barba o basette lunghe può ostacolare il contatto diretto fra volto e dpi
  • togliere la mascherina prendendola dall’elastico e non toccare la parte anteriore della mascherina
  • gettare la mascherina in un sacchetto chiuso e lavare le mani

 

Dopo quanto si deve buttare via la mascherina?

Le mascherine chirurgiche sono usa e getta, per le mascherine con filtro FFP2 o FFP3 dobbiamo attenerci a quanto dichiarato dal fabbricante e lo possiamo trovare sulla scheda tecnica nella confezione. Attenzione: se il tempo indicato sono 8 ore, ma il lavoratore la indossa a tratti quando effettivamente entra in contatto con le persone, non la deve buttare via a fine giornata.

 

Chiunque si rechi sul luogo di lavoro deve indossare la mascherina?

No.

La mascherina è necessaria solo:

  • nelle situazioni in cui l’attività lavorativa che deve necessariamente essere svolta richiede la vicinanza fra più individui ad una distanza inferiore ad un metro
  • per chi deve entrare in contatto con un caso sospetto di COVID-19
  • per il personale addetto alle pulizie di ambienti che sono stati frequentati da casi confermati di COVID-19

Al momento, pur non essendo obbligatorio, è fortemente consigliato l’uso della mascherina in tutti quei casi in cui si può entrare a contatto con altre persone, quindi anche andare a fare la spesa.
Ricordiamo in ogni caso che la mascherina non esime dal mantenimento della distanza di un metro, dall’effettuazione di pulizia e sanificazione degli ambienti e dall’adozione delle best practices generali per la prevenzione del coronavirus.

 

Che tipo di mascherine si devono utilizzare?

Per chi deve entrare in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19 sono raccomandate mascherine FFP2 o FFP3.

Per i soggetti con tosse o raffreddore, positivi o meno al coronavirus, sono adeguate le mascherine chirurgiche che impediscono il diffondersi di goccioline di saliva.

I soggetti sani, senza patologie o altri motivi (es. età anagrafica) che li mettono particolarmente a rischio, che non devono avere contatti con altre persone a meno di un metro né agire in ambienti frequentati di recente da un caso positivo di COVID-19 e non ancora sanificati (es. imprese di pulizie), non sono tenuti a indossare mascherine, ma si consiglia di usarle se ci si deve recare in luoghi frequentati da altre persone (ad esempio, supermercati).

Come scritto sopra, è importante ricordare che indossare la mascherina non esime dal mantenimento delle altre misure di sicurezza, prima fra tutte la distanza di 1 metro.

 

LE NOSTRE GRAFICHE INFORMATIVE

Scarica le nostre infografiche sul coronavirus.

 

ALTRE INFORMAZIONI

 

Quali sono le fonti attendibili per avere notizie sul coronavirus?

Il sito del Ministero della Salute: www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

Il sito del Ministero della Salute: situazione in Italia

Il sito del Ministero della Salute: situazione nel mondo

Il sito del Ministero della Salute: numeri verdi regionali

Il sito del Ministero della Salute: FAQ

Il sito del Ministero dell’Interno: sezione coronavirus

Il sito del Ministero dell’Istruzione: informazioni utili per le Istituzioni scolastiche, le Università, le Istituzioni dell’Alta formazione Artistica, Musicale e Coreutica

Il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri

Il sito dell’Istituto Superiore di Sanità: ISS per COVID-19

Il sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco

I siti del Servizio Sanitario/USL (vedi link per la Toscana Nord Ovest)

Il sito del Dipartimento della Protezione Civile

Le norme UNI per combattere il contagio

 

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