ECCO LA STORIA: “I LAVORATORI SU MOTO E MOTORINI AL RISCHIO VIBRAZIONI SON VICINI”

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Il titolo di tale articolo non è una semplice rima baciata, è una verità constatata.
I lavoratori che usano motocicli (per es. i postini) per svolgere la loro attività lavorativa sono esposti a vibrazioni a corpo intero (WBV-Whole Body Vibrations). Tale rischio viene tuttavia spesso sottovalutato dai datori di lavoro e anche dai produttori di motocicli e scooter.
Ovviamente nella valutazione del rischio dovuto a questo agente fisico (Titolo VIII capo III, D.Lgs.81/08) hanno particolare influenza i seguenti parametri:
– Velocità di avanzamento
– Tipologia del fondo stradale
Qual è la differenza tra questi due parametri per il lavoratore? La differenza risiede nel fatto che mentre la tipologia del fondo stradale non è un parametro che il lavoratore può cambiare, la velocità di avanzamento lo è.
Per i motocicli attualmente non sussiste alcun obbligo di dichiarazione del rischio legato alle vibrazioni meccaniche e sarebbe utile se, in futuro, venissero introdotti tra i parametri prestazionali indicati dai produttori, anche i valori delle vibrazioni meccaniche prodotte dal mezzo.
Alcune indicazioni utili per ridurre l’esposizione al rischio a carico del datore di lavoro:
– Effettuare regolare manutenzione del parco mezzi, soprattutto in relazione ai sedili e agli ammortizzatori,
– Formare i lavoratori in relazione alle potenziali lesioni a carico del rachide, ai metodi di prevenzione e procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo il rischio di lesioni e patologie alla schiena.
E come procedure di lavoro destinate ai lavoratori:
– Moderare il più possibile la velocità laddove i percorsi risultino dissestati e con asperità (in particolare non superare la velocità di 15 Km/h se il fondo stradale è fortemente dissestato),
– Segnalare tempestivamente problemi manutentivi sul mezzo che comportino un peggioramento delle vibrazioni percepite al posto di guida.

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