ETICHETTE ALIMENTARI A COLORI TRA BIANCO E NERO

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Alla vigilia dell’obbligatorietà dell’etichetta nutrizionale per i prodotti preconfezionati prevista a partire dal 13/12/2016 ma già ad oggi largamente diffusa si affianca già da qualche anno l’informazione dei profili nutrizionali attraverso un sistema semaforico a colori che nel Regno Unito e in Francia è applicata su molti prodotti alimentari.

L’introduzione della normativa Reg. 1924 del 2006 sui profili nutrizionali nasce dall’esigenza di impedire slogan salutistici a prodotti squilibrati dal punto di vista nutrizionale e incentivare le aziende alimentari a promuovere profili nutrizionali corretti attraverso la riduzione di sale e zuccheri. Esiste un altro obiettivo della normativa cioè quello di esentare dall’applicazione dei profili nutrizionali gli oli di oliva e i formaggi a pasta dura, tuttavia quest’ultimo obiettivo non è stato chiaramente pubblicizzato.

Il problema delle malattie dipendenti dall’alimentazione è stato valutato con molta attenzione dall’Unione Europea che lo ha affrontato all’interno del Regolamento 1169 del 2011, esso si pone l’obiettivo principale di educare ed informare i consumatori sui potenziali pericoli dipendenti dal cibo. Di fatto è stato introdotto l’obbligo di etichettare i vari alimenti indicando in modo preciso i nutrienti presenti ed in particolare i grassi, gli zuccheri, il sale, le proteine, i carboidrati, gli additivi alimentari ed anche gli eventuali allergeni. Si tratta di indicazioni complete che agli occhi del consumatore devono essere chiare, rapide e consentire scelte consapevoli e non condizionate da messaggi più o meno allarmistici.

Il sistema a semaforo riportato sulle etichette è stata una modalità che il regno Unito ha definito volontariamente per rendere chiara e leggibile l’informazione sugli alimenti così da identificare gli alimenti con una diversa “pericolosità” attraverso il rosso (più pericoloso), giallo (intermedio) e verde (sicuro), senza doversi studiare le etichette. Tale applicazione finisce con il favorire determinati alimenti a scapito di altri e tra questi ultimi alcuni prodotti tipici italiani, primi fra tutti i formaggi stagionati come il grana, il parmigiano e il pecorino. Si tratta di alimenti di straordinario valore nutrizionale, ma grazie alla loro composizione dovrebbero essere etichettati con tutti bolli rossi. Stesso discorso vale per il prosciutto e per l’olio extravergine di oliva per cui il bollo rosso riguarda solo i grassi.

A tutela dei prodotti alimentari l’OMS ha elaborato un documento dove si definiscono le modalità per elaborare i profili nutrizionali, tuttavia la Commissione Europea non ha ancora elaborato tali profili per una trasparente e precisa informazione di tutte le tipologie di alimento.

Ciò che ne scaturisce dalla confusione normativa e dai ritardi dell’applicazione è il fatto che le etichette di centinaia di prodotti con caratteristiche nutrizionali squilibrate, ben lontani dai criteri stabiliti dall’OMS Europea, accampano ipotetiche virtù salutari di alimenti portando il consumatore a scegliere prodotti meno pregiati e solo apparentemente salutistici quando si trova davanti ad un prodotto che essendo di grande qualità ha dei costi superiori, ma che è pieno di bolli rossi.

E’ importante fare una precisazione in seguito alle recenti comunicazioni del mese di Aprile 2016 in quanto il Parlamento Europeo non ha abolito l’etichetta semaforo autorizzata dal Reg. 1169/2011 ma ha invitato la Commissione Europea a ripensare ai profili nutrizionali degli alimenti previsti nel Reg. 1924 del 2006 ed eventualmente a eliminare il concetto di profili nutrizionali. Questo perché si ritiene che gli obiettivi del Reg. CE 1924 del 2006, come quello di assicurare la veridicità delle informazioni fornite sugli alimenti e l’inserimento di indicazioni specifiche sul tenore di grassi, zuccheri e sale, siano ormai conseguiti nel Reg. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.

Alla fine dei conti, al di là dei colori che potremmo trovare sul profilo nutrizionale e della confusione e del ritardo normativo, non dobbiamo fermarci ad approfondire e criticare tali modalità di informazione in quanto è possibile educare i consumatori ed educarci anche senza i colori poiché un consumo moderato dei prodotti di eccellenza può essere molto utile per la salute e che la corretta applicazione del Reg. 1169/2011 fornisce informazioni dettagliate, chiare ed efficaci per quelli che sono gli standard di salute e nutrizionali degli alimenti.

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