Formare non è uno scherzo

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Il Decreto Interministeriale del 6 marzo 2013 indica i criteri per la qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro.

I requisiti per esserlo sono principalmente sei, elaborati per garantire la presenza dei tre criteri fondamentali che devono far parte della figura del docente in materia di salute e sicurezza, sono:

  • Conoscenza;
  • Esperienza;
  • Capacità didattica.

Questi tre criteri fondamentali costituiscono il profilo di un buon formatore. L’esperienza, sopra tutte, è quel bagaglio in più che permette al docente di avere capacità di gestire situazioni che possono risultare sfidanti, è imparare ad influenzare positivamente anche in situazioni poco favorevoli.

 

Formare non è uno scherzo. Spesso i docenti si trovano a dover gestire lo stress in aula, il proprio stress. I fattori che possono dare filo da torcere, mettendo alla prova un buon formatore, vengono principalmente dai discenti: mancata attenzione e domande inappropriate.

Alla base di un buon formatore c’è un’ottima conoscenza della materia, senz’altro, ma anche una buona dialettica; grazie a tale capacità di destreggiarsi negli argomenti, riuscirà a rispondere anche alle domande dei discenti più informati.

Per mantenere una certa qualità nella comunicazione , il formatore deve essere pronto e avere la capacità di rispondere a tutte le possibili domande che gli vengono fatte. Avere le risposte a tutti gli argomenti non è facile, per questo un buon formatore deve mostrarsi umile ma allo stesso tempo interessato alla domanda e prendersi del tempo per rispondere, magari mantenendo i contatti con il discente che ha posto il quesito. Mai farsi trovare impreparati su un argomento chiave del corso: il formatore non è un “tuttologo”, ma deve conoscere il più possibile della materia per questo è essenziale un continuo aggiornamento.

 

Infine ci si può trovare a fronteggiare la mancata attenzione di una classe distratta che molto spesso è motivata dalla incapacità del docente di attirare i discenti.  Saper comunicare è alla base del nostro lavoro e noi siamo attori attivi nella comunicazione. Cercate di fare sildes meno zeppe, usate metafore coinvolgenti, adattate la lezione al pubblico presente in aula e non rimanete statici alla lezione che avete preparato ma evolvetevi con l’aula che avete di fronte. Prediligete giochi di ruolo e attività che coinvolgano i discenti . L’ascolto attivo si ottiene cercando di emozionare il più possibile gli allievi nella lezione.

 

Essere formatore significa fare un passo indietro, scegliendo di continuare a formarsi, per farne due avanti.

 

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