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Ennesima vittima sulle strade, questa volta è un ciclista sulle strade di Firenze. La domanda è sempre la stessa: i ritmi della vita, gli impegni, lo stile di vita, la superficialità sono ragioni plausibili per compromettere la sicurezza nostra e degli altri? Il cordoglio è enorme nei confronti delle persone care al ragazzo di 34 anni morto sull’asfalto di prima mattina qualche giorno fa; posso solo immaginare quale sia il dolore che si prova per una persona uscita di casa e che non tornerà più. Non voglio provare questo dolore e credo che nessuno intenda provarlo, ma oltre ai buoni propositi possiamo fare qualcosa per raggiungere quell’obiettivo di zero morti sulle strade così come sul lavoro? “Non volere” equivale a fare qualcosa perché ciò non avvenga.

Dobbiamo cambiare i nostri comportamenti.

Punto il dito sull’informazione perché è attraverso i veicoli dei mass media e dei social che si può influire sulla consapevolezza delle persone, sulla loro motivazione a comportarsi diversamente, sulla nostra cultura. BASTA con articoli che in premessa parlano dell’incidente per concentrarsi subito dopo sul restringimento di carreggiata che ha causato il blocco del traffico in città; BASTA con un’informazione a caccia di scoop e che poi non si preoccupa di raccogliere le informazioni circa le cause; BASTA con i post social delle diverse Associazioni che per partito preso difendono i diritti della categoria rappresentata senza conoscere le vere cause. BASTA con Amministrazioni della cosa pubblica bravi a fare dichiarazioni ad effetto, ma che latitano nell’impegno di garantire una città che sia migliore dal punto di vista infrastrutturale, ma soprattutto da un punto di vista culturale. BASTA. A costo di essere cinici abbiamo bisogno di un’informazione oggettiva, dobbiamo rendere consapevoli le persone circa i comportamenti e le cause che hanno portato ad una tragedia.

I comportamenti sbagliati, talvolta folli, li troviamo in qualsiasi categoria di soggetti che affollano le strade: pedoni che attraversano come lepri le strade con gli occhi ipnotizzati sullo schermo di uno smartphone, ciclisti che ancora non indossano il casco e prendono le strade contromano, autisti e scooteristi che sfrecciano per le strade e molte volte distratti dai soliti smartphone.

Purtroppo succede a volte che il comportamento che porta alla tragedia è proprio nella vittima e comprendo che sia difficile dirlo, ma bisogna avere questo coraggio quando succede; solo in questo modo in ciascuno di noi si manifesterà quella necessità istintiva di prendersi cura di sé e di chi ci sta attorno.

Ing. Stefano Pancari

 

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