Il giusto clima nel luogo di lavoro

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il giusto clima nel luogo di lavoro

Il giusto clima nel luogo di lavoro

Qual’è il giusto clima nel luogo di lavoro? Per legge tutti i locali devono essere ventilati in maniera naturale o artificiale sufficientemente e proporzionalmente al loro utilizzo. La temperatura dei locali infatti, così come la velocità e l’umidità relativa dell’aria devono essere stabilite e regolate insieme in modo da assicurare un clima non nocivo alla salute e consono alla tipologia di lavoro svolto.

Per valutare in modo più accurato la situazione di un posto di lavoro, è necessario determinare il cosiddetto «comfort termico» che verifica più elementi, tra cui:

  • Temperatura dell’aria
  • Temperatura dei locali
  • Attività di tipo fisico
  • Abbigliamento
  • Umidità dell’aria
  • Velocità delle correnti d’aria. 

LA TEMPERATURA

Nel luogo di lavoro una temperatura adeguata all’ essere umano e alle sue attività è uno dei criteri fisici più importanti.

Le temperature ottimali dell’aria del punto di vista di benessere del lavoratore a seconda dello sforzo richiesto da determinate attività si può riassumere così:

Temperatura dell’aria (°C)Attività lavorativa
21-23Lavoro d’ufficio, attività sedentaria (stagione fredda, inverno, periodo di riscaldamento)
23-26Lavoro d’ufficio, attività sedentaria (stagione calda, estate, periodo di raffreddamento)
18-21Lavoro da leggero a medio stando in piedi e muovendosi (ad es. preparazione di ordini)
16-19Lavoro medio stando in piedi e svolgendo attività fisiche (ad es. montaggio)
Fasce fisiologicamente buone per il lavoro per le temperature dell’aria

A seconda della temperatura esterna i locali riscaldati, raffrescati o arieggiati artificialmente dovranno generalmente mantenersi tra i 20.5°C e i 26.5°C.

In caso di temperatura elevata ad ogni modo, la differenza tra la temperatura esterna e quella dei locali non deve superare gli 8°C. Ad ogni modo, in caso di temperature esterne superiori ai 32°C continuative oltre le 48H, non vanno abbassate le temperature interne a temperature inferiori ai 26.5°C.

L’UMIDITA’ 

In ottimali condizioni di salute, l’organismo provvede autonomamente a mantenere la giusta umidità di mucose e vie respiratorie. In caso di climatizzazione artificiale, l’ideale fascia di umidità si aggira tra il 30 e il 60%. Anche questo aspetto è importante in quanto un’umidità troppo elevata o troppo bassa sono ugualmente sfavorevoli.

Al di sopra del cosiddetto «limite dell’afa» l’aria dei locali, soprattutto in caso di temperature interne elevate, viene percepita come sgradevole. Le condizioni fisiologicamente salutari a proprio per il variare della tolleranza all’umidità sono da ricercare nei seguenti valori:

  • 24-25°C: < 60%
  • 26-27°C: < 55%
  • 28-29°C: < 50%

LE CORRENTI D’ARIA

Anche una corrente d’aria può essere un fattore in grado di pregiudicare il benessere sul posto di lavoro. Questo avviene soprattutto in caso di attività sedentarie, anche con basse velocità dell’aria. La sensibilità delle persone è sempre diversa, per sesso, età e stato di salute solitamente e le lamentele riguardo alle correnti d’aria devono essere considerate in quanto possibile causa di problemi di salute oltre che di insoddisfazione e calo del rendimento lavorativo.

E’ facile incorrere in correnti d’aria in caso di:

  • finestre e porte a chiusura non ermetica;
  • Infissi con scarso isolamento termico 
  • pareti esterne scarso isolamento termico o con difetti di isolamento:
  • grandi superfici vetrate, con la mancanza accessoria di radiatori alla base delle finestre; 
  • locali alti 
  • apparecchi di condizionamento con ricircolo dell’aria.

LA VENTILAZIONE

In caso di temperature più calde è possibile tollerare velocità dell’aria superiore, per questo in estate, in caso di grande caldo e in edifici con già una buona ventilazione naturale, i ventilatori rappresentano una misura di raffreddamento molto utile. E’ importante però ricordare che l’evaporazione del sudore efficace solo al di sotto dei 30-32°C, quindi in caso di temperature inferiori a questa soglia, le correnti d’aria potrebbero essere rischiose. 

Per quelle che sono attività artigianali e industriali potrebbe essere molto vantaggioso usufruire di correnti a velocità un po’ più elevate. Ad esempio in caso di tute e dispositivi di protezione contro residui chimici o di particelle, la ventilazione aggiuntiva contribuisce alle ottimali condizioni di lavoro.

Il giusto clima nel luogo di lavoro: come fare per averlo?

In molti luoghi di lavoro è presente il disagio della variazione di temperatura. Spesso anche con un buon impianto di condizionamento o la presenza di ventilatori è necessario ricorrere a compromessi per le necessità di un collega o un collaboratore. Mantenere un buon rendimento quando il proprio fisico risente dell’eccessiva temperatura può diventare molto difficile.

La legge prevede in ogni caso che qualora non fosse conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente si debba provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante le misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione.

Gli obblighi per il datore di lavoro in base a questa normativa sono molto generiche e la normativa vigente non è univoca, richiedendo infatti la valutazione caso per caso delle necessità di ogni tipologia e situazione lavorativa, ambientale di mobilità.