IL SOLITO DILEMMA: TACCO O SCARPE BASSE?

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Meglio scarpe basse o alte? Prima di rispondere a tale quesito è necessario capire la struttura del nostro corpo. Ad esempio, lo sapevate che abbiamo due cuori? Detto in questi termini può sembrare un’affermazione particolare ma nei piedi abbiamo un “secondo cuore”: le vene e il reticolo di capillari superficiali qui distribuiti hanno il compito di pompare sangue e linfa verso l’alto.

Non essendo delle pompe, differentemente dal cuore, queste due strutture agiscono per spremitura quando articoliamo il piede e distribuiamo in modo equilibrato il peso sulla pianta. Normalmente questo accade quando camminiamo scalzi mentre l’utilizzo di scarpe piatte o troppo alte non è così salutare.

Le scarpe piatte, specialmente se rigide, costringono il piede in una posizione innaturale, così come le scarpe con un tacco vertiginoso (come già affrontato nell’articolo “Tacchi a lavoro: sì o no?” https://www.sferaingegneria.com/news/tacchi-a-lavoro-si-o-no). Per tale motivo bisogna stare attenti al modello che si sceglie per svolgere i propri compiti nella quotidiana attività lavorativa. L’errato modello di scarpa a lungo termine porta a tendiniti ed a problemi circolatori.

Quindi scarpe basse o alte? Ebbene sarebbe auspicabile che venissero indossate scarpe con un po’ di sostegno plantare, flessibili e che consentano una buona distribuzione del peso.

Meglio un tacco compreso tra i due e i cinque centimetri della piatta e, a detta di molti uomini, poco seducente ballerina. Certo se due o cinque centimetri sono comunque troppo pochi per raggiungere l’altezza desiderata, meglio una più comoda zeppa del tacco anche se la zeppa molto difficilmente sarà flessibile.

Oggi in commercio si trovano scarpe di tutte le tipologie per non far soffrire troppo piedi e gambe: dalle infradito, passando per le ballerine e gli zoccoli, fino agli stivaletti.

Adesso anche nei grandi magazzini si possono trovare le calze a compressione graduata, alleate della circolazione sanguigna e disponibili per tutti i gusti, autoreggenti, gambaletti, collant fantasia oppure classici.

Ammettiamo, infine, che non si voglia rinunciare alla tipologia di scarpa che sappiamo non essere ideale per il corretto funzionamento del nostro “secondo cuore”: quale può essere la soluzione? La soluzione sono i plantari flebologici che possono essere inseriti in qualsiasi modello di scarpa in modo da renderle confortevoli, ammortizzate ed utili contro cellulite e varici.

 

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