INFORTUNI SUL LAVORO: MORTI BIANCHE DEL 2016

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L’ultima vittima sul lavoro si chiamava Giacomo Campo. Aveva 25 anni ed è morto nello stabilimento Ilva di Taranto schiacciato tra un rullo e un nastro trasportatore. Solo poche ore prima Antonio Alleovi, aveva invece 54 anni e faceva l’elettricista dell’azienda di trasporto romana, è stato folgorato nell’intervento su un pantografo. Questi due incidenti seguono quello di qualche giorno fa avvenuto al polo logistico di Piacenza dove Abd Elsalam Ahmed Eldanf ha perso la vita travolto da un tir durante un picchetto. Persone che escono di casa per andare a lavorare e che sul posto di lavoro trovano la morte. In breve: morti bianche. Troppe, anche nel 2016.

Secondo i dati INAIL lo scenario che si apre sugli infortuni mortali in Italia è tragico. Da gennaio a luglio 2016, infatti, nel nostro Paese si contano 562 morti sul lavoro. Facendo una media sono 80 vittime al mese che, calcolata settimanalmente risulta ancora più preoccupante raggiungendo i 20 infortuni mortali. L’analisi dei dati evidenzia anche che molti infortuni mortali sono accaduti in itinere, ossia durante il viaggio per recarsi sul luogo di lavoro o tornare a casa.

L’Emilia Romagna, con 56 infortuni mortali, registrati in occasione di attività lavorative nei primi sette mesi del 2016, si mantiene in prima posizione, superando il Veneto e la Lombardia che si localizzano a pari merito al secondo posto con 44 vittime. Il Sud Italia continua a registrare il dato più drammatico, con un’incidenza della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa pari al 28,2% (per milione di occupati) contro una media nazionale di 18,6. La classifica delle macro aree vede la triste ascesa al secondo posto del Nord-Est, caratterizzato da un indice pari al 19,3% (per milione di occupati). Anche nei primi sette mesi del 2016, la provincia di Roma, con 19 vittime registrate, continua a condurre la tragica classifica provinciale delle morti in occasione di lavoro. Come si è registrato anche negli ultimi anni, il settore delle Costruzioni è quello che registra il maggior numero di vittime con 50 casi mentre si posizionano al secondo posto le Attività Manifatturiere con 46 decessi.

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