Infortuni sul lavoro: perché succedono?

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Ogni anno in Italia si verificano circa 1300 infortuni mortali sul lavoro, 3 al giorno. Questo significa che durante la scrittura e lettura di questo articolo, sono morte 6 persone sul lavoro.

Come mai si muore per lavoro?

 

Digitando su Google la parola infortuni sul lavoro, ecco quali sono i risultati:

 

  • Precipita da un’impalcatura: operaio in fin di vita;
  • Muore a 50 anni schiacciato da una lastra di cemento;
  • Meccanico muore schiacciato da un bus;
  • Cede l’asfalto e un operaio di 40 anni muore sepolto nello scava del cantiere;
  • Muore elettricista travolto da un autocarro;
  • Il braccio si incastra in un macchinario: grave operaio 27enne.

 

Questi sono gli infortuni del mese di ottobre 2022.

 

Si potrebbe andare avanti per molte pagine, ma non è questo l’intento. La domanda è: come mai si muore per lavoro?

 

Gli infortuni, ci dicono le statistiche INAIL, sono dati per l’80% da comportamento errato umano, il 18% per malfunzionamenti di macchine e attrezzature e il restante 2% da situazioni che non possono essere prevenute (per esempio un incidente automobilistico) e indipendenti dalla organizzazione del datore di lavoro.

 

Quello che deve far riflettere è quell’80% di comportamento errato umano: nessuno si sveglia la mattina con l’intento di farsi male, ci si augura, o con l’intenzione che sia la giornata giusta per perdere uno dei cinque sensi. Allora cosa ci spinge ad avere comportamenti errati?

Cosa ci spinge ad avere comportamenti insicuri?

 

Le risposte sono molte:

 

  • errata percezione del rischio
  • mancata formazione
  • troppa confidenza nel lavoro
  • poca confidenza nel lavoro

Tutte risposte plausibili ma che non bloccano questa strage infinita.

 

Se il D.Lgs. 81/2008 mette come prevenzione primaria la formazione, perché ancora le aziende tendono ad attuare stratagemmi per “aggiustarla” a proprio comodo?

 

La cultura della sicurezza, insieme di parole utilizzato spesso senza conoscerne appieno il significato, deve essere insegnata a tutti e a tutte le età. Non ci sono età troppo giovani o troppo anziane, serve sempre un “ripasso” per tutti.

Per un organizzare in azienda una serie di incontri per diffondere la cultura della sicurezza:

Scopri le date dei nostri corsi sulla sicurezza sul lavoro:

Articolo di Alice Bettini

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