Infortunio in smart working

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A quante persone è capito di pensare “ho sempre fatto così, evito di fare la cosa corretta perché ci vuole più tempo, non mi è mai capitato niente fino a oggi”, ecc. eppure accade, anche se una volta su mille, ed è proprio quella volta che può cambiare la vita a qualcuno per sempre.

La pandemia ha portato tante aziende a modificare il loro modo di lavorare, incrementando il lavoro in smart working, ma anche a casa è necessario ricordare sempre di utilizzare ciò che è insegnato nei corsi di formazione lavoratore, normati dalla legge n.81/2017. 

L’infortunio in smart working è risarcito dall’Inail?

 

A prescindere dal luogo di lavoro bisogna avere sempre in mente che la vita è unica e importante.

Infatti, il lavoratore in smart working ha diritto alla copertura Inail per gli infortuni. E, in caso d’infortunio occorso durante lo svolgimento dell’attività in smart working, può essere risarcito o indennizzato per infortunio sul lavoro, previ specifici accertamenti.

Lo smart working è una modalità di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato introdotta dalla Legge n. 81/2017, che statuisce che il datore di lavoro è comunque responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti assegnati al lavoratore per svolgere l’attività.

I vantaggi dello smart working

 

Inoltre, secondo le fonti comunicate direttamente sul portale INAIL, il lavoro agile ha apportato notevoli vantaggi economici, personali e ambientali. Analizzando i dati è possibile trovare un aumento della soddisfazione dei dipendenti, che ovviamente riducono notevolmente le tempistiche di spostamento casa-lavoro e lavoro-casa e, di conseguenza, anche le spese giornalieri. In tutto, si calcola un risparmio di circa 80 ore e 1.400€ pro capite all’anno.

Un ulteriore vantaggio, grazie alla riduzione dell’utilizzo dei mezzi di trasporto, è la notevole riduzione di emissione di CO2, che equivale a 24.000 alberi, 3 volte la superficie della Città del Vaticano.

Valutazione dei rischi in smart working

Lo smart working ha portato a un notevole miglioramento degli stili di vita dei lavoratori.

Proprio per questo, il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare e ridurre al massimo i rischi del lavoro agile, monitorando lo stress correlato, informando i dipendenti sui vari rischi generici e specifici, formandoli e aggiornandoli continuamente riguardo la salute e la sicurezza sul lavoro. Oltre a eseguire una corretta sorveglianza sanitaria in caso di attività di video terminalisti superiori alle 20 ore settimanali. 

 Tali mancanze sono sanzionabili penalmente, oltre ad avere delle ammende molto elevate.

Per eseguire la valutazione dei rischi in azienda:

Scopri le date dei nostri corsi sulla sicurezza sul lavoro:

Articolo di Angelica Verde

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