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Il botulino, diffuso per definire la tossina botulinica, è un potente veleno prodotto dal batterio Clostridium botulinum detto anch’esso botulino.
Si tratta di un batterio sporigeno, cioè che produce spore (molto resistenti anche all’ebollizione), presente soprattutto nel terreno. Esso, in realtà, può produrre sette diverse tossine, di solito designate con le lettere dalla A alla G. Tutte, comunque, hanno effetti dannosi sul sistema neuromuscolare.

L’effetto paralizzante della tossina botulinica sull’acetilcolina, ovvero il neurotrasmettitore che fa contrarre i muscoli, non è sempre dannoso. I ricercatori affermano che, in determinate condizioni, il blocco temporaneo è benefico.

Per questa ragione, il veleno prodotto dal Clostridium botulim viene anche impiegato come farmaco nella cura di alcune malattie. A scopo curativo viene usata la tossina di tipo A, fornita liofilizzata, che il medico deve diluire in una soluzione fisiologica e poi iniettare, solo nei punti in cui serve. Il botulino inizia ad agire nel giro di poche ore. Gli effetti scompaiono dopo quattro-sei mesi e il medico, a quel punto, può decidere di procedere con un’ulteriore iniezione.

Il clostridium botulinum non è soltanto un farmaco antietà, molti lo ignorano, ma è anche una tossina alimentare in grado di causare il così detto “botulismo alimentare”.

Esso può svilupparsi all’interno di alcuni cibi in determinate condizioni. Gli alimenti più a rischio sono le conserve fatta in casa: alcune delle loro caratteristiche principali, come la presenza di poco sale, la scarsa acidità, l’assenza di nitrati, infatti le trasformano in “luoghi” ideali per l’attivazione del botulino e la conseguente produzione di tossina.

I sintomi dell’intossicazione di norma hanno inizio da 18 a 36 ore dopo l’ingestione dell’alimento contaminato (incubazione), ma possono verificarsi già dopo sei ore o addirittura dopo 10 giorni.

Tra i sintomi caratteristici del botulino ricordiamo:

  • visione doppia,
  • visione confusa,
  • palpebre che cadono,
  • difficoltà di parola,
  • difficoltà di deglutizione,
  • secchezza della bocca,
  • debolezza muscolare.

PERICOLI

L’insufficienza respiratoria causata dal botulismo può provocare il decesso del paziente tuttavia, negli ultimi cinquant’anni, la percentuale di pazienti morti a causa del botulismo è passata dal 50% circa al 3.5%.

Il paziente affetto da botulismo grave può dover ricorrere al respiratore e alla terapia intensiva per diversi mesi; alcuni pazienti muoiono a causa delle infezioni o degli altri problemi connessi alla paralisi protratta per settimane o mesi. Chi sopravvive all’episodio di avvelenamento da botulino può soffrire di affaticamento e di mancanza di fiato per anni e potrà essere necessaria una terapia di lungo periodo per facilitare la guarigione.

DIAGNOSI

Se la visita e la storia medica del paziente fanno propendere per il botulismo, il medico può arrivare più velocemente alla diagnosi; di norma, però, questi due indizi da soli, non sono sufficienti.

Altre patologie, come la sindrome di Guillain-Barré, l’infarto e la miastenia gravis, possono assomigliare al botulismo, e quindi sono necessari esami appositi per escluderle.

CURA E TERAPIA

L’insufficienza respiratoria e la paralisi che si verificano nei casi di botulismo grave possono rendere necessaria la ventilazione forzata per settimane o per mesi: il paziente, oltre a usare il respiratore, deve essere tenuto sotto stretta osservazione dai medici e dagli infermieri.

La paralisi guarisce molto lentamente.

Il botulismo può essere curato con un’antitossina che blocca l’azione della tossina circolante nel sangue. Se somministrata prima che la paralisi sia completa, l’antitossina può impedirne il peggioramento e velocizzare la guarigione. I medici probabilmente tenteranno di rimuovere l’alimento contaminato ancora presente nell’apparato digerente provocando il vomito o usando i clisteri.

Le ferite devono essere curate, di solito in via chirurgica, per rimuovere la sorgente del batterio che produce la tossina e poi il paziente deve assumere gli antibiotici appropriati. Il ricovero e la stretta sorveglianza in ospedale sono i punti fondamentali della terapia per tutte le forme di botulismo.

PREVENZIONE

Molti episodi di botulismo potrebbero essere evitati.

Il botulismo alimentare, nella maggior parte dei casi, è causato dagli alimenti poco acidi conservati in casa, come gli asparagi, i fagiolini, le barbabietole e il mais: il batterio può proliferare se non si seguono le modalità di conservazione corrette.

Di tanto in tanto, tuttavia, si evidenziano cause apparentemente improbabili o strane, dovute all’annoso problema dell’igiene durante il confezionamento, la vendita o il consumo; tra di esse ricordiamo, ad esempio, l’aglio a pezzetti immerso nell’olio, le salse conservate a base di formaggio, il peperoncino, i pomodori, il succo di carota e le patate al forno cucinate nell’alluminio.

In Alaska, il botulismo alimentare è causato dal pesce fermentato e da altri alimenti a base di pescato.

Chi si dedica alla conservazione domestica degli alimenti dovrebbe seguire attentamente le procedure igieniche consigliate per diminuire la probabilità di contaminazione e attenersi scrupolosamente alle istruzioni, ad esempio usando i barattoli sottovuoto.

Gli oli che contengono aglio o erbe dovrebbero essere tenuti in frigorifero. Le patate cucinate al forno avvolte nell’alluminio dovrebbero essere tenute calde prima di servirle oppure dovrebbero essere conservate in frigorifero. La tossina botulinica viene distrutta dalle alte temperature, quindi chi consuma gli alimenti conservati in casa dovrebbe bollirli per almeno 10 minuti prima di consumarli, affinché siano perfettamente sicuri.

 

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