“L’AMBIENTE DI LAVORO SANO” SECONDO LUDOVICA

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Eccomi: sono Ludovica e, come i miei colleghi, anche io in questa rubrica porterò la mia idea di “ambiente di lavoro sano”.

Faccio parte di Sfera Ingegneria da circa due anni e sono uno dei membri della Divisione Area Tecnica dell’azienda. Mi occupo sia di attività tecnica e di consulenza sia di attività di formazione sul tema di salute e sicurezza.

In tutte le mie mansioni, siano esse di consulenza presso il cliente o di formazione al personale, il mio primo obiettivo è quello di pormi come Leader della Sicurezza sul lavoro. Devo quindi riuscire a far comprendere che determinati comportamenti o adeguamenti sono necessari prima ai fini della Cultura della Sicurezza e poi come obblighi normativi.
Il gioco sta proprio nel cercare la soluzione più adeguata a quel particolare cliente rimanendo sempre soddisfatti del risultato ottenuto.
Sapete quando da piccoli si credeva che l’insegnante provasse piacere a dare brutti voti? Ecco, non è per niente così. Anzi! La soddisfazione più grande la si ottiene quando il partecipante a un corso di formazione o il cliente sono pienamente soddisfatti della docenza effettuata o del lavoro proposto e svolto, tanto da ricordarsi sempre dei concetti trasmessi e di metterli normalmente e naturalmente in pratica.

Detto ciò. Volete sapere quale sono i requisiti di un “ambiente di lavoro sano” secondo me?

Prima di elencarli non posso non ricordare quelli già precedentemente esposti dai miei colleghi negli articoli precedenti di questa rubrica: la comunicazione, il lavoro di squadra, il rispetto e il sorriso.
Oltre a questi aggiungerei altri due punti che creano i requisiti base per un ambiente di lavoro sano:

  • Il riconoscimento dei meriti lavorativi. Molto spesso a lavoro o nella vita privata non si ha mai o il tempo o l’idea di dire “Grazie” a qualcuno per l’aiuto dato o per il lavoro svolto. Questa negligenza da parte del team o dei responsabili di esso può portare i suoi membri allo sgretolamento e a polemiche molte volte inutili.
  • La condivisione di informazioni utili e, nei momenti opportuni, anche di informazioni più “frivole”. Ogni ambiente di lavoro dovrebbe basare il suo aspetto sul clima di squadra per facilitare i rapporti con i colleghi e per migliorare il risultato lavorativo. Reputo che in ogni team sia essenziale non essere avari di informazioni e quindi si debba condividere ricerche, risultati e azioni intraprese che hanno portato a successi e perché no anche a “insuccessi” (della serie “Sbagliando s’impara!”).
    La condivisione di informazioni più “frivole” può essere un modo per ridere e scherzare magari nella pausa caffè o nella pausa pranzo e quindi concedersi qualche breve momento di relax.

Ovviamente, secondo la mia logica e la mia opinione, un “ambiente di lavoro non sano” è quello in cui mancano i punti citati precedentemente.
Altri elementi che reputo dannosi per un ambiente di lavoro sono:

  • “Fare a scaricabarile”: nell’ ambiente di lavoro e nell’ attività lavorativa riconoscere i propri errori, recepirli e farne tesoro è un toccasana per noi stessi e per gli altri. Trovo invece altamente dannoso il voler riversare le proprie colpe sugli altri.
  • “Far polemica”: dal greco πολεμικός significa “attinente alla guerra” quindi le discussioni, se polemiche e non costruttive, portano ad un clima di tensione tra tutti i membri del team che automaticamente diventano nervosi, agitati e meno produttivi.

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