LAVORI A CASA? LA RESPONSABILITA’ DEL COMMITTENTE PRIVATO

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Il committente privato deve vigilare, secondo buon senso, affinché l’artigiano chiamato ad eseguire il lavoro, adotti le fondamentali misure di prevenzione anti-infortunistica. Se non lo fa? La sua fedina penale è compromessa.
Il privato che commissiona lavori di ristrutturazione nel proprio immobile risponde della morte o delle lesioni subite dall’artigianato o dal dopolavorista chiamato ad eseguire l’opera. Al proprietario compete di vigilare se il soggetto stia utilizzando sistemi antinfortunistici idonei alla prestazione che è chiamato ad adempiere.

Esempio: La signora Maria chiama un elettricista che, salendo sul tetto per eseguire una riparazione, cade e muore. Di chi è quindi la colpa? Alcuni pensano che, non essendoci un rapporto di lavoro dipendente, il committente-privato, non sia tenuto a conoscere e ad applicare misure antinfortunistiche, ma non è così.
Nel momento in cui, nella mia abitazione, mi avvalgo di un artigiano per fare una o più lavorazioni, io divento il datore di lavoro e quindi il primo responsabile delle sue azioni lavorative da un punto di vista giuridico.
Il privato che non si avvale di una ditta con struttura organizzata (con cui stipulare un contratto di appalto) ma si affida ad un privato o ad un artigiano con attrezzatura minima, è tenuto a sovrintendere alle norme antinfortunistiche ed alla vigilanza sulla sicurezza del lavoratore.
Allora, tornando al nostro esempio: la Sig.ra Maria, non adottando idonee misure antinfortunistiche cui ha conseguito la morte dell’artigiano elettricista, rischia di essere perseguita civilmente e penalmente e può anche essere condannata per omicidio colposo.
La signora Maria, seppur non tenuta alla conoscenza delle leggi antinfortunistiche, poteva ben rendersi conto che il lavoro da effettuare sopra il suo tetto comportava una sicura pericolosità vista l’altezza rispetto al piano di terra.
Quindi come si doveva comportare la signora Maria? Come si deve comportare un privato che affida lavori del proprio immobile ad un muratore, elettricista, idraulico o imbianchino muniti di organizzazione minima?
Secondo il buon senso! Il committente privato, ispirandosi al buon senso, alla propria buona fede e alla “saggezza del padre di famiglia”, dovrebbe adottare le stesse cautele e precauzioni che riserverebbe ad un membro della sua famiglia che va ad eseguire l’opera commissionata.
Il committente privato deve valutare preventivamente l’organizzazione e le capacità dell’artigianato rapportate alle prestazioni di lavoro che si richiedono.
Nel caso in cui l’artigiano non sia disponibile ad adottare misure di protezione, il committente privato DEVE VIETARE l’esecuzione delle lavorazioni.

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