LO STRESS ALL’INTERNO DEGLI AMBIENTI DI LAVORO

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L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ritiene lo stress lavoro correlato  un rischio emergente da non sottovalutare. Secondo le statistiche del Ministero della Sanità lo stress legato al lavoro è la seconda malattia professionale più diffusa nell’Unione Europea dopo il mal di schiena. Un’indagine svolta dall’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute del Lavoro rivela che in Italia il 27% dei lavoratori attivi vive una condizione di stress, legata anche ai cambiamenti in atto nel mondo del lavoro quali: ristrutturazioni aziendali, precarietà del lavoro, invecchiamento della forza lavoro, etc.

Lo stress rientra in quelli definiti come rischi psicosociali i quali derivano da inadeguate modalità di progettazione, organizzazione e gestione del lavoro e da un contesto lavorativo socialmente mediocre e possono avere conseguenze psicologiche, fisiche e sociali negative.

Campanelli d’allarme rivelatori sono assenteismo e turnover ma, ovviamente, la valutazione sul rischio di stress che le aziende sono tenute ad effettuare deve considerare variabili oggettive, diverse per ogni singola realtà aziendale. I suoi effetti possono manifestarsi associati in diverso modo, non essere tutti presenti contemporaneamente e presentarsi in tempi e con intensità diversi.

Effetti immediati sull’individuo:

  • Lavorare in modo frenetico, precipitoso, febbrile
  • Mancanza di concentrazione, difficoltà di memoria
  • Riduzione della capacità percettiva
  • Irritabilità
  • Insoddisfazione
  • Riflessi imprecisi
  • Aumento degli errori nel fare le cose
  • Sudare senza aver fatto sforzi particolari
  • Maggiore rischio d’infortunio

Alcuni degli effetti nel lungo periodo:

  • Disturbi dell’apparato cardio-circolatorio
  • Disturbi gastrointestinali
  • Disturbi dell’apparato riproduttivo (alterazioni del ritmo mestruale)
  • Disturbi della sfera sessuale (impotenza, calo del desiderio)
  • Disturbi del sonno (insonnia, stanchezza al risveglio)
  • Disturbi neurologici (cefalee)
  • Disturbi psicologici (ansia, depressione, attacchi di panico, irritabilità, apatia, crisi di pianto, disturbi di memoria, difficoltà a concentrarsi).

COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO?

Ricordando che dal 31/12/2010 è obbligatoria la valutazione dello stress lavoro correlato, il Datore di lavoro una volta valutato il rischio deve migliore le condizioni di lavoro e del benessere organizzativo. La valutazione non deve consistere in un semplice adempimento in termini di requisiti di legge come misure pianificate sulla carta, bensì in un vero e proprio cambiamento di qualità del lavoro.

Fonte: Opuscolo Informativo Asl (Fr)

Stefano Pancari
Stefano Pancari
Presidente e Legale Rappresentante

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