Obblighi del datore di lavoro connessi ai contratti d’appalto

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contratti d'appalto

Nei contratti d’appalto, in riferimento agli affidamenti di lavori, servizi o forniture del ciclo produttivo dell’azienda ad imprese appaltatrici o lavoratori autonomi, vi sono vari obblighi a cui il datore di lavoro deve far fronte.

Vediamo insieme quali sono, subito dopo aver definito cosa sia effettivamente un appalto e chi siano i soggetti coinvolti:

Definizione di appalto

Un appalto è “il contratto con il quale una parte (appaltatore) assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro” in favore di un’altra parte (committente o appaltante). Può essere stipulato tra un soggetto pubblico e un soggetto privato, con un altro soggetto pubblico (in tal caso si parla di appalto pubblico), oppure tra soggetti privati.

Soggetti coinvolti

In materia d’appalto si identificano:

Il datore di lavoro che viene riconosciuto nel committente che possiede la “disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo”.

Quando il committente affida i lavori a più imprese esecutrici o lavoratori autonomi tramite un contratto di subappalto, oltre all’appaltante e all’appaltatore, vengono interpellati anche i datori di lavoro di tali imprese, denominati Subappaltatori, che collaboreranno tra di loro per la realizzazione del progetto finale.

Com’è possibile che vi siano più datori di lavoro?

Semplice! Questo è possibile poiché nei contratti di appalto è ammessa la presenza di più datori, che, nei limiti delle loro competenze e responsabilità, adempiranno ai propri doveri coordinando gli interventi di prevenzione e protezione all’interno dell’area di lavoro comune, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare i rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva.

Obblighi del datore di lavoro committente

Ma, quindi, quali sono questi obblighi?

Il datore di lavoro committente è incaricato di:

  • Verificare l’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi e alle forniture da affidare in appalto, attraverso l’acquisizione dei requisiti descritti nell’art. 27 del D.Lgs. 81/2008 (“Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi”);
  • Fornire agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività;
  • Elaborare un Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI);
  • Munire il personale dell’impresa appaltatrice o subappaltatrice di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. Tale compito spetta anche ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, e sono tenuti a provvedervi per conto proprio.

Verifica dell’idoneità delle imprese appaltatrici o lavoratori autonomi

Per svolgere una verifica d’idoneità sulle imprese appaltatrici o lavoratori autonomi si deve:

  • Ottenere il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio, industria e Artigianato;
  • Acquisire l’autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale , ai sensi dell’Art 47 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa.

Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI)

In materia di appalto il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento, motivo per il quale, nel caso in cui nell’ambiente di lavoro comune vi siano delle interferenze tra le diverse aziende, redige un unico documento di valutazione dei rischi, con riferimento sia all’attività del datore di lavoro committente sia alle attività dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi.

E’ un documento dinamico che dovrà essere aggiornato ogni qualvolta si introduca una modifica di carattere tecnico, organizzativo o logistico, e soprattutto in fase di esecuzione del contratto.

In caso di redazione del documento esso è allegato al contratto di appalto o di opera e deve essere adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture. A tali dati accedono il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Sanzioni per datore di lavoro committente

Quali sono le sanzioni previste per il mancato rispetto degli obblighi da parte del datore di lavoro committente:

  • Mancata verifica idoneità tecnico-professionale: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.096,00 € a 5.260,80 €;
  • Assenza di informazione sui rischi esistenti nell’ambiente: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 822,00 € a 4.384,00 €;
  • Mancata collaborazione e coordinamento tra i datori di lavoro delle varie imprese: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.644,00 € a 6.576,00 €;
  • Mancato utilizzo della tessera di riconoscimento: sanzione amministrativa pecuniaria da 109,60 € a 548,00 € per ciascun lavoratore.

LINK UTILI:

In questo articolo abbiamo analizzato come semplificare la gestione degli appalti.

A questo link un approfondimento sulla normativa del contratto d’appalto.

In questa sezione del sito della Regione Toscana troviamo il Sistema informativo telematico appalti della Toscana (SITAT) per le gare di appalto e contratti pubblici di lavori, forniture e servizi in Toscana.

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Andrea Giglioli, Technical Department