PELLICOLE PER ALIMENTI: AMICHE O NEMICHE IN CUCINA?

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Pellicole per alimenti, sacchetti di biscotti, bottiglie dell’acqua, vaschette delle yogurt: ecco la lista dei film plastici che la “famiglia tipo” porta ogni giorno in casa dopo aver fatto la spesa.

Le pellicole per alimenti sono testate e sicure poiché sono sottoposte a stretto controllo previsto da un’ampia legislazione sia nazionale che europea. Tale normativa è basata sul principio che tutto quello che viene a contatto con gli alimenti deve essere sicuro e ossia non deve “cedere” ai prodotti alimentari delle sostanze chimiche in quantità tali che possano avere effetti sulla salute del consumatore.
Dunque le pellicole sono sicure a condizione che vengano usate in modo corretto.

Il problema maggiore è costituito dagli ftalati utilizzati per rendere il PVC più flessibile e che, a contatto con alimenti grassi, tendono a migrare in essi. La forte esposizione agli ftalati può provocare delle conseguenze poiché parliamo di interferenti endocrini, ossia sostanze capaci di provocare alterazioni a livello endocrino, metabolico e riproduttivo.
Proprio per evitare possibili migrazioni pericolose, già dal 2007 la legislazione europea ha vietato l’uso degli ftalati nelle pellicole destinate agli alimenti e ha stabilito che nei contenitori plastici possano essere presenti in concentrazioni non superiori allo 0,05%. Nelle pellicole per alimenti al posto degli ftalati si usano dei plastificanti adipati che, sottoposti a vari studi, non destano preoccupazioni e sono considerati non nocivi dall’O.M.S.. Infatti le eventuali migrazioni di adipati avvengono solo se la pellicola resta a contatto con olio puro a 40°C di temperatura per oltre 10 giorni: una situazione limite non certo comune in cucina.

OCCHIO ALL’ETICHETTA
Per andare sul sicuro è indispensabile leggere con attenzione le etichette delle pellicole per alimenti.
Il primo aspetto da verificare è che vi compaiano la dicitura “per alimenti” e il logo con bicchiere e forchetta: è il marchio europeo che identifica i materiali adeguati a entrare in contatto con gli alimenti.
Ma soprattutto occorre prestazione attenzione alle eventuali avvertenze e limitazioni d’uso: non tutte le pellicole sono adatte al microonde o possono essere usate a contatto con cibi caldi o grassi.
Un altro consiglio è quello di verificare lo stato di questi rotoli di pellicola: poiché vengono maneggiati spesso in cucina, posso essere graffiati o macchiati, sporchi o umidi, oppure possono essere diventati ingialliti perché aperti da tempo. In tutti questi casi è meglio non utilizzarli e acquistare pellicole nuove.

PELLICOLE TRASPARENTI
Sembrano tutte uguali ma in realtà si differenziano per il tipo di materiale plastico usato che ne determina anche gli utilizzi migliori e quelli sconsigliati. Alcune pellicole sono in polietilene (PE), un materiale protettivo e impermeabile, stabile dal punto di vista chimico e quindi adatto per ogni tipo di alimenti (compresi quelli grassi o contenenti alcol). Il PE, però, è meno aderente e flessibile del più costoso polivinilcloruro di vinile (PVC), il materiale più diffuso, soprattutto nelle pellicole che si presentano come “ultra” o “super” aderenti. Il vantaggio del PVC, infatti, è che facendo minor condensa ed essendo più permeabile conserva più a lungo gli alimenti (sino al doppio del tempo), resiste a temperature più alte (100°C contro i 60°C del PE) ed è più trasparente e facile da tagliare.

Cristina Atturio
Cristina Atturio
Divisione Tecnica

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