PLATONE DOCET: L’ALCOL NON FA BENE

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Il “problema alcol” è di grande rilevo sotto il profilo sociale ed è di estremo interesse sanitario.
Il fenomeno alcolismo, inteso come abuso di sostanze alcoliche, è sempre molto diffuso fra tutte le categorie di persone, soprattutto tra le fasce di età più giovani. È anche per questo che tale fenomeno non può essere trascurato neanche in ambito lavorativo.
I danni prodotti dall’alcol investono tutti i settori:
– Mancata produttività dell’alcolista,
– Costi per l’assistenza sanitaria ai pazienti affetti da patologie alcool-correlate.
Già al tempo degli antichi Greci e Romani, il vino era visto come un farmaco, una specie di moderno antidepressivo che catapultava in una dimensione nuova di felicità: una specie di viaggio nell’oblio (basti pensare alla vicenda di Ulisse e Polifemo).
Nonostante siano passati più di 2000 anni, ancora oggi sono molti coloro che cercano in questo modo, la salvezza dalla vita e dai suoi problemi.
L’alcol era, e resta ancora oggi, per le stesse ragioni, una droga.
Rappresenta un elemento il cui eccesso ti può far provare sensazioni di liberazione, ma che in realtà ti lega a a sé in un vortice da cui poi è difficile uscire.
Per questo motivo il consumo di bevande alcoliche era proibito agli atleti delle Olimpiadi di ieri come a quelli di oggi.
All’epoca gli accertamenti anti-doping venivano fatti per mezzo di un sacerdote che controllava l’alito degli atleti all’ingresso dello stadio per scoprire e squalificare coloro che avessero fatto uso di alcol.
L’alcol fa male a:
• cervello: perdita della memoria, confusione e allucinazioni;
• polmoni: maggiore rischio di infezione e tubercolosi;
• stomaco: ulcere e cattivo assorbimento;
• cuore: aritmie cardiache, ipertrofia micocardica;
• fegato: cirrosi, epatiti, dolore epatico, cancro;
• organi sessuali: impotenza;
• pancreas: infiammazione pancreatica e dolore.
Non basta sapere questo? Allora si aggiungono anche i problemi alcol-correlati riscontrati più comunemente sui luoghi di lavoro:
– assenze,
– incidenti per distrazioni minimo doppi rispetto a chi non fa uso di alcol,
– declino delle capacità del lavoratore.
Ecco come mai, soprattutto per le mansioni più a rischio (es. trasportatori), è necessario effettuare gli accertamenti tossicologici disposti dal medico competente.
In più è bene sapere che l’alcol:
• non aumenta la potenza sessuale: rende più disinibiti, quello sì, ma essendo un depressore si ottiene l’effetto contrario;
• non aiuta la digestione, anzi la rallenta e determina un alterato svuotamento dello stomaco;
• non rende più socievoli bensì rende più suscettibili e irritabili.
Quale miglior modo di sorridere e capire per bene gli effetti del vino se non con un estratto de “Le Leggi” di Platone (Libro II): “… e approverei le leggi dei Cartaginesi, e vorrei ordinare che mai nessuno gusti questa bevanda in guerra, […], che per la città né servo né serva né bevano mai, e non ne tocchino i magistrati nell’anno in cui sono in carica, né chi comanda le navi, né i giudici nell’esercizio della loro funzione, non chi vada ad esprimere la sua decisione ad un consiglio importante, nessuno quando intenda, uomo o donna che sia, procreare figli”.

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