Problemi uditivi legati all’attività lavorativa

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Domenica 3 marzo si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Udito, un evento volto a richiamare l’attenzione sull’importanza dell’udito, anche e soprattutto in ambito lavorativo.

Secondo i dati dell’OMS in Italia sono circa 7 milioni le persone con problemi di udito, corrispondenti al 12,1 % della popolazione. Sebbene con il tempo le persone tendono ad abituarsi all’esposizione acustica, il grado differisce da individuo ad individuo e soprattutto non è mai completo, se l’esposizione è cronica ed eccede determinati livelli allora è possibile osservare danni sulla salute di chi ne è soggetto.

 Questo fenomeno è maggiormente osservabile nei contesti professionali, i primi effetti sulla salute dell’inquinamento acustico, infatti, sono stati studiati nelle tessiture, dove la perdita dell’udito dei lavoratori è stata riconosciuta come indotta dal forte rumore prodotto dai macchinari presente negli ambienti. (leggi qua per scoprire di più)

I ricercatori hanno associato questo fenomeno anche ad una serie di altri effetti e patologie di carattere non uditivo, includendo:

  • irritabilità,
  • spossatezza
  • ipertensione
  • difficoltà di comunicazione, 
  • disturbi del sonno, 
  • malattie cardiovascolari,
  • compromissione delle abilità cognitive nei bambini.


Situazioni del genere sono molto comuni in luoghi di lavoro dove ci sono macchinari in funzione molto rumorosi che creano fastidio persistente o veicoli industriali, se il lavoratore non si allontana dalla fonte del problema o se non si munisce di DPI.

I DPI: una soluzione intelligente ai problemi uditivi

I DPI destinati alla protezione dell’udito sono chiamati anche otoprotettori e includono i tappi e le cuffie, se l’inquinamento acustico prodotto dall’azienda supera determinate soglie, essa deve fornirli a tuitti i lavoratori esposti. Questo perché ogni dispositivo di protezione deve essere conforme e integro al momento della consegna al lavoratore. Successivamente sarà il lavoratore a prendersene cura e a segnalare in modo tempestivo ogni danno per la sostituzione.

Per maggiori informazioni:

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Articolo di Martina Bartoli

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