QUANDO L’USO DELLA BICICLETTA NON E’ SOTTO TUTELA DELL’INAIL?

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Andare a lavorare in bicicletta fa bene alla salute, ma anche all’ambiente. Alla radio, in TV, sui giornali, si sente tanto parlare di inquinamento e di possibili soluzioni da adottare per “salvare” il nostro pianeta.

In Francia, ad esempio, il ministro dell’ecologia ha dichiarato:” Chi deciderà di lasciare a casa l’auto e inforcare la due ruote riceverà un indennizzo di 25 centesimi a km”.

In pratica cosa vuol dire? Significa che: per un tragitto di circa 4 km, si tratterebbe di circa 1,74 euro in più al giorno, che alla settimana sarebbero 8,7, quindi, oltre 38 ero al mese in più in busta paga per il lavoratore.

Pertanto, prendere la bici per andare al lavoro, non solo farebbe bene alla salute e all’ambiente, ma anche alle tasche dei lavoratori, sempre che non gli capiti di avere un incidente. In tal caso, sembrerebbe un normalissimo caso di infortunio «in itinere», invece, l’INAIL non accetterà di indennizzare il lavoratore.

Con l’articolo 12 del decreto legislativo 38/2000 è stata introdotta la copertura assicurativa per gli infortuni subiti dai lavoratori assicurati:

  • durante il normale percorso di andata e ritorno dall’abitazione al posto di lavoro;
  • durante il normale percorso che il lavoratore deve fare per recarsi da un luogo di lavoro ad un altro, nel caso di rapporti di lavoro plurimi;
  • durante l’abituale percorso per la consumazione dei pasti qualora non esista una mensa aziendale.

L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo di un mezzo di trasporto privato, a condizione che sia “necessitato l’uso” ovvero:

  • inesistenza di mezzi pubblici che colleghino l’abitazione del lavoratore al luogo di lavoro;
  • incongruenza degli orari dei servizi pubblici con quelli lavorativi;
  • distanza minima del percorso tale da poter essere percorsa a piedi.

Rimangono esclusi dall’indennizzo gli infortuni direttamente causati dall’abuso di sostanze alcoliche e di psicofarmaci, dall’uso non terapeutico di stupefacenti e allucinogeni nonché dalla mancanza della patente di guida da parte del conducente.

E la bicicletta?

La bicicletta è considerata a tutti gli effetti un mezzo privato, al pari di auto e motorini. Come detto in precedenza, la copertura assicurativa Inail nel tragitto casa-lavoro è prevista solo se si dimostra che il suo utilizzo è “necessitato”, ovvero per l’assenza di un servizio di trasporto pubblico o incompatibilità di orari. Molti lavoratori ciclisti, che si recano al lavoro usando la bicicletta, in sostituzione del mezzo pubblico, si sono visti negare il riconoscimento dell’infortunio dall’Inail, poichè avrebbero potuto usare il mezzo pubblico. In questo caso l’infortunio in itinere, non essendo riconosciuto come tale, rientra nella categoria “malattia”, con la conseguente negazione del riconoscimento di eventuali postumi invalidanti e tutte le maggiori tutele degli infortuni sul lavoro.

E’, però, emersa una novità: il ciclista che subisce un infortunio a seguito dell’uso della bicicletta, viene comunque indennizzato, nonostante la possibilità di utilizzo del mezzo pubblico, se l’incidente è avvenuto su pista ciclabile o in una zona interdetta al traffico. L’INAIL, con questa interpretazione, di fatto non restringe ma estende la tutela, giustificando tale estensione con il fatto che transitando in zona “protetta” il ciclista non si assume un maggior rischio. Al di là del lodevole sforzo dei legali dell’INAIL, questa interpretazione sta comunque un po’ stretta a coloro che scelgono di non utilizzare la macchina, piuttosto che la moto, poichè dovrebbe essere giusto tutelare maggiormente chi sceglie di utilizzare la bicicletta per recarsi a lavoro.

L’Inail è un ente pubblico che svolge il suo dovere applicando le leggi. Naturalmente dà una sua interpretazione, più o meno estensiva. Il problema è l’attuale normativa ed è quindi il legislatore che dovrebbe modificarla, equiparando l’uso della bicicletta a quello del mezzo pubblico o all’andare a piedi, riconoscendo che l’uso della bicicletta, in quanto mobilità sostenibile ed ecologica, va incentivato e tutelato.

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