RIENTRO POST VACANZE: SI O NO AL WORKAHOLISM?

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Ormai siamo agli sgoccioli delle vacanze estive e per molti la ripresa dell’attività lavorativa viene vissuta in maniera traumatica.
Allora ecco che torna prepotentemente a farsi valere sempre la solita domanda: il lavoro fa bene o fa male alla salute? Non è assolutamente facile rispondere ed il modo più esaustivo per farlo potrebbe essere quello più vago, ovvero il classico “Dipende!”.
Esistono infatti tanti tipi di lavoro, alcuni faticosi e logoranti, altri piacevoli e non pesanti.
C’è poi il lavoro dipendente e quello in proprio, con diverse forme di responsabilità e gradi di impegno.
Spesso si parla di stress lavoro correlato dovuto a problematiche di tipo organizzativo, ad orari e ritmi sostenuti, a difficili rapporti con colleghi e superiori o ad ostacoli nella progressione di carriera.
Negli ultimi anni poi si parla di stress anche per chi non ha lavoro e si affanna a trovarne uno e, a tal proposito, “Felice colui che ha trovato il suo lavoro; non chieda altra felicità” diceva Thomas Carlyle.
Attualmente la maggior parte dei lavoratori crede che il lavoro costituisca un fattore di rischio per la salute e questa sensazione viene largamente percepita al rientro dalle ferie.
Lavorare molte ore al giorno aumenta molto il rischio di cadere in depressione probabilmente a causa della difficoltà di mantenere un corretto equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. La depressione può essere seguita e accompagnata da attacchi di panico, fobie, ansia ed un significativo tasso di assenteismo con conseguente aumento del costo sociale.
Esiste, poi, una “sindrome di dipendenza da lavoro” nota come “workaholism” che nella società di oggi viene spesso trascurata in quanto si dà grande valore alla realizzazione personale.
Chi soffre di questo disturbo ossessivo compulsivo generalmente è ambizioso e non si ritiene soddisfatto finché non si raggiunge una posizione lavorativa di un certo livello.
In realtà la necessità di essere sempre impegnati è un modo per tenere a distanza rabbia, sensi di colpa o altre emozioni sgradevoli.
C’è poi chi, invece, sostiene che il workaholism sia positivo in quanto aiuta la persona a rafforzare l’individualità, la propria rete sociale e la capacità lavorativa.
Il lavoro, quindi, non è visto da tutti come fonte di stress. Quante persone hanno notato su amici e parenti andati in pensione effetti negativi sulla salute?
Il lavoro in effetti occupa buona parte della giornata ed ha, perciò, grande importanza nella vita di ognuno. Non è un semplice modo di trascorrere il tempo e guadagnare denaro, ma è la condizione che permette di esprimere se stessi, mettersi in relazione con altri, contribuire al funzionamento e miglioramento della società.
Purtroppo capita che non si riesca ad ottenere soddisfazione dal lavoro perché non sempre questo è il “lavoro dei sogni” e quindi viene visto unicamente come fonte di guadagno.
L’augurio è, quindi, quello che tutti possano trovare un’attività all’altezza delle proprie aspettative, senza essere costretti ad accettare qualsiasi impiego e qualsiasi tipo di retribuzione pur di non rimanere disoccupati.

Del resto…l’uomo nobilita il lavoro…

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