RISCHIO ATTENTATO CON L’UTILIZZO DI VEICOLO

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È sempre più attuale il problema per la sicurezza legato agli attacchi terroristici.

Nel presente articolo tratteremo il fattore specifico degli attacchi con veicoli esplosivi lanciati contro la folla, analizzandone i risvolti ed i possibili interventi da parte delle autorità e dei professionisti incaricati della sicurezza

Subito dopo la strage compiuta da un automezzo lanciato in velocità sui passanti che visitavano il mercatino natalizio di Berlino e, dopo la strage compiuta in Costa azzurra con analoghe modalità, le autorità e gli esperti di sicurezza si chiedono come sia possibile tenere sotto controllo questa tipologia di attacco terroristico.

Tra i vari rischi trattati durante i corsi di formazione per professionisti della sicurezza, particolare attenzione viene prestata alle modalità con cui è possibile bloccare un automezzo, carico di esplosivo, che si dirige in velocità contro il bersaglio.

Questa tipologia di attacco fa riferimento a un VBIED- Vehicle borne improvised explosive device, vale a dire un ordigno esplosivo di fabbricazione artigianale che viene trasportato da un veicolo, sia esso una autovettura od un autocarro.

Nella fattispecie, nel caso di Berlino, era l’automezzo stesso lo strumento letale scelto dai terroristi, in quanto a bordo non vi erano esplosivi.

Le tecniche di arresto di questi automezzi sono comunque state già da tempo studiate e sono oggi disponibili delle normative europee, che fanno quindi regola d’arte, sulle modalità di progettazione e realizzazione di ostacoli di varia natura.

Il primo documento in questa materia è stato sviluppato dal CPTED, comitato tecnico per la prevenzione del crimine tramite progettazione di arredi urbani, che fa riferimento alla modalità specifiche di allestimento di barriere, fisse o mobili, in grado di arrestare un veicolo che si avvicini in velocità.

Questa norma è particolarmente preziosa perché offre delle tabelle dettagliate che calcolano l’energia cinetica del veicolo in funzione della sua massa e della sua velocità. Sulla base del calcolo dell’energia cinetica è possibile dare indicazioni ai progettisti di sistemi di dissuasione e di arresto di veicoli per progettare strumenti in grado di dissipare completamente l’energia cinetica in questione.

Nella grande maggioranza dei casi vengono utilizzati i cosiddetti dissuasori, in inglese bollards, sia di tipo fisso, sia di tipo retrattile. I dissuasori retrattili permettono il transito degli automezzi attraverso passaggi obbligati, definiti dalla presenza di dissuasori fissi.

È bene ricordare che già oggi in molte città sono utilizzati dei dissuasori che, però, hanno la funzione di impedire l’accesso nelle zone centrali ad autoveicoli privi degli appropriati permessi. Se, quindi, la funzione di impedire l’accesso resta comunque valida, essi non possono essere utilizzati per bloccare accessi in velocità, perché le loro caratteristiche meccaniche non sono state progettate per queste finalità.

Se oggi desideriamo impostare un progetto di installazione di barriere, fisse e mobili, che impediscano l’accesso a zone selezionate della città, occorre prendere contatto con un professionista della sicurezza, meglio se certificato, che abbia studiato a fondo il tema e sia in grado di proporre soluzioni tecniche accettabili.

Resta inteso che il professionista della sicurezza non deve progettare il dissuasore in quanto tale, compito spettante all’azienda specializzata nella costruzione dei prodotti, ma deve progettare il sistema difensivo, all’interno del quale vengono utilizzati i dissuasori.

Se a questi problemi si pensa per tempo, le soluzioni sono realizzabili con relativa facilità ed a costi contenuti, mentre se a questi interventi si provvede in tempi successivi, le difficoltà di installazione ed i costi relativi salgono in misura significativa.

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