SCALA DI EPWORTH: UNA MISURA DEL SONNO DIURNO

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La scala di Epworth è una misura della sonnolenza diurna: test utile per aiutare nella diagnosi dei disturbi del sonno.
Ma andiamo con ordine…

Qual è il possibile collegamento tra il suddetto test e il lavoro?

I collegamenti sono svariati e riconducibili a:
– lavoro a turni (con o senza notte);
– orari prolungati;
– notte fissa;
– lavoro serale/notturno fisso;
– lavoro notturno/mattutino fisso.
Gli orari di lavoro anomali, per durata o per collocazione oraria, significano deprivazione di sonno per due motivi:
1) perché si dorme meno (soprattutto nei turni di notte e di mattino),
2) perché si dorme male (sonno diurno, ansia per il risveglio precoce per esempio nei casi in cui si dà la propria reperibilità notturna, etc…).

Cosa comporta la deprivazione di sonno?

Crea sonnolenza (diurna/in turno), disturbi cognitivi e maggiore facilità ad ammalarsi.
Svariati problemi legati alla mancanza di giusti riposi sono riscontrabili nel lavoratore turnista (es. quel lavoratore che è costretto periodicamente a lavorare in orari solitamente dedicati al sonno).
I lavoratori turnisti presentano diversi problemi:
1) aumento del rischio tossicologico;
2) possibile compromissione dei rapporti familiari e sociali con progressivo senso di estraneamento del contesto affettivo, fino a causare disturbi psichici secondari;
3) frequente sonnolenza diurna.
Emerge, quindi, la necessità di una corretta e approfondita sorveglianza sanitaria che potrebbe far uso anche del test di Epworth.
È bene sapere che le turniste pagano un prezzo psicofisico ancora più alto dei colleghi maschi: la desincronizzazione dei ritmi fisiologici causa modifiche nei livelli degli ormoni sessuali circolanti conducendo ad un aumento del rischio di patologie dell’apparato riproduttivo (es. endometriosi, neoplasie mammarie e uterine) ed a una ridotta fertilità.
Cosa è possibile fare per tutelare la salute dei lavoratori?
1) Organizzare i turni lavorativi garantendo una rotazione rapida (es. ridurre le notti consecutive),
2) Interporre almeno 11 ore tra due turni,
3) Inserire sempre i riposi dopo il turno di notte,
4) Inserire pause durante il turno,
5) Pianificare i turni con anticipo,
6) Consentire scambi di turno,
7) Non iniziare troppo presto i turni del mattino,
8) Concedere anche fine settimana liberi,
9) Regolare la lunghezza del turno in base alla gravosità del turno.

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