SICUREZZA E IGIENE NEGLI IMPIANTI NATATORI

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L’annegamento, secondo i dati forniti dal Ministero della salute, costituisce una delle cause maggiori di morte, soprattutto per i bambini compresi tra 1 e 5 anni di età. Nei paesi dell’Unione Europea, su circa 7.000 morti l’anno durante attività sportive, l’80% dei casi è relativo all’attività del nuoto con casi di annegamento. Nelle piscine, specie in quelle private, è fondamentale saper effettuare un rapido intervento in modo tale da aumentare le probabilità di sopravvivenza.

L’esecuzione rapida e immediata della rianimazione cardiopolmonare (RCP) nei bambini con soffocamento da immersione può evitare danni cerebrali permanenti. Bisogna ricordare che intervenire quando l’annegamento è già iniziato significa il più delle volte intervenire tardi: il bambino perde coscienza in un paio di minuti e il danno cerebrale diventa irreversibile in appena 4-6 minuti.

Un altro aspetto molto importante è quello di garantire e mantenere una corretta qualità dell’acqua ai fini sanitari; nelle piscine pubbliche l’affollamento dei bagnanti ha una forte valenza igienico-sanitaria e di sicurezza, pertanto sono stati stabiliti valori massimi di affollamento in relazione alla superficie delle vasche e al tipo di attività che vi si svolgono:

  • Attività di nuoto: un bagnante ogni 5 m2 di specchio d’acqua;
  • Attività ludico-ricreative: un bagnante ogni 3 m2 di specchio d’acqua.

Tali valori sono utili a garantire che il carico inquinante dovuto alle attività in acqua si mantenga entro i limiti della potenzialità dell’impianto e che l’attività natatoria possa svolgersi nel rispetto delle esigenze di sicurezza e di sorveglianza degli utenti.

Per quanto riguarda la sicurezza, il responsabile della piscina deve:

  • Osservare le normative previste per la sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • Rispettare le eventuali prescrizioni imposte dall’Autorità di pubblica sicurezza in occasione di manifestazioni sportive, oltre che adempiere ai regolamenti delle federazioni sportive del CONI, afferenti alle attività natatorie;
  • Porre attenzione ai contenuti di una buona assicurazione di responsabilità civile verso terzi e/o prestatori d’opera, che copra tutti i rischi inerenti all’uso dell’immobile e delle sue pertinenze, la permanenza dei medesimi, la gestione del servizio e delle attività effettuate, compresi eventuali sinistri ai bagnanti ed a chiunque, a qualunque titolo, acceda all’impianto natatorio;
  • Assicurare il corretto funzionamento della struttura sotto ogni aspetto gestionale, tecnologico e organizzativo;
  • Assicurare la corretta esecuzione delle procedure di autocontrollo previste;
  • Assicurare il rispetto dei requisiti igienico-ambientali previsti dall’allegato 1 dell’accordo del 2003;
  • Incaricare solo personale professionalmente capace e qualificato;
  • Assicurare che siano eseguite la pulizia quotidiana con l’allontanamento di ogni rifiuto e la disinfezione periodica, secondo quanto previsto dalle disposizioni regionali e dalle procedure di autocontrollo;
  • Vigilare sull’operato del personale impiegato in modo da non incorrere in situazioni di responsabilità;
  • Adottare tutte le misure idonee ad evitare infortuni ai bagnanti ed ai frequentatori dell’impianto.

 

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