SMART WORKING: L’EVOLUZIONE DEL TELELAVORO

IN VIGORE LA NUOVA LEGGE CONTRO IL CAPORALATO
10 Novembre 2016
APPROVAZIONE DEL SECONDO PIANO DI GESTIONE DEI BACINI IDROGRAFICI
14 Novembre 2016
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Smart working o lavoro agile è per qualcuno l’inizio della rivoluzione del lavoro dipendente.
Cosa fa lo smart working? Sposta il lavoratore da una postazione fissa raggiunta dopo aver timbrato il cartellino ad una tipologia di lavoro più flessibile.
Lo smart working non rappresenta solo un modo di conciliare vita personale e vita lavorativa ma gira attorno al concetto di produttività.
Il pilastro portante dello Smart Working deve essere un rapporto di fiducia tra il datore di lavoro e il dipendente che, sentendosi più libero di organizzare luoghi e tempi di lavoro, può garantire maggior produttività all’azienda. In questo modo a guadagnarci sono tutti: i dipendenti guadagnano tempo, flessibilità ed energie per esempio sprecate per andare e tornare dal luogo di lavoro; il datore di lavoro ci guadagna in termini di spese per la gestione dell’ufficio che perde di centralità, e in produttività dei dipendenti.
Un rapporto di lavoro utopico? Purtroppo per alcuni ancora lo è proprio perché è sempre difficile riuscire ad instaurare tra gli individui un tale rapporto di fiducia. A sperimentare tale tipologia di rapporto lavorativo ad oggi sono solo alcune grandi aziende.
Lo Smart Working sta comunque prendendo lentamente campo anche in Italia ed in teoria può essere valido per tutti i lavori, ma ovviamente si applica più facilmente a lavori di tipo intellettuale che non implicano necessariamente la presenza del lavoratore in ufficio o per esempio sulla catena di montaggio (infatti in questo caso diventa molto più complicato).

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