Smart working e sicurezza sul lavoro: come funziona?

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L’emergenza coronavirus ha messo in evidenza l’importanza di tutto ciò che è rete, virtuale e online. In questi giorni assistiamo a una vera corsa a smart working, smart learning, virtual meeting e connessioni (leggi anche: “Formazione a distanza: cos’è e come funziona”). Per molte organizzazioni che finora sono rimaste ferme, il digitale è improvvisamente diventato realtà, purtroppo alle volte in modo disomogeneo e scarsamente organizzato, soprattutto sul fronte della sicurezza sul lavoro.

I requisiti igienico sanitari di un ambiente di lavoro sono disposti dal Titolo II e Allegato IV del Decreto Legislativo n.81 del 9 aprile 2008. Inoltre in ogni Regione è in vigore un Regolamento sul tema; per la Toscana è in vigore il Decreto n. 007225 del 18/12/2002.

 

L’art. 22 l. 81/2017 regola i requisiti che garantiscono la salute e sicurezza sul lavoro per la prestazione in modalità di lavoro agile. 

Il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, e a tal fine il lavoratore è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal dl per fronteggiare i rischi presenti in ambienti indoor e outdoor diversi da quelli di lavoro abituali (leggi anche: “Principali errori di sicurezza domestica e come evitarli”).

 

 

Quali sono i comportamenti di prevenzione generale richiesti allo smart worker?

  • Non adottare condotte che possano generare rischi per la propria salute e sicurezza o per quella di terzi;
  • individuare, secondo le esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e adottando principi di ragionevolezza, i luoghi di lavoro per l’esecuzione della prestazione lavorativa in smart working rispettando le indicazioni previste dalla presente informativa;
  • in ogni caso, evitare luoghi, ambienti, situazioni e circostanze da cui possa derivare un pericolo per la propria salute e sicurezza o per quella dei terzi.

 

Negli ambienti indoor privati le principali indicazioni sono:

Raccomandazioni generali per i locali:

– le attività lavorative non possono essere svolte in locali tecnici o locali non abitabili (ad es. soffitte, seminterrati, rustici, box);

– adeguata disponibilità di servizi igienici e acqua potabile e presenza di impianti a norma (elettrico, termoidraulico, ecc.) adeguatamente manutenuti;

– le superfici interne delle pareti non devono presentare tracce di condensazione permanente (muffe);

– i locali, a eccezione di quelli destinati a servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani-scala e ripostigli debbono fruire di illuminazione naturale diretta, adeguata alla destinazione d’uso e, a tale scopo, devono avere una superficie finestrata idonea;

– i locali devono essere muniti di impianti di illuminazione artificiale, generale e localizzata, atti a garantire un adeguato comfort visivo agli occupanti.

(leggi anche: “Requisiti igienico sanitari degli ambienti di lavoro”)

 

Indicazioni per l’illuminazione naturale ed artificiale:

– si raccomanda, soprattutto nei mesi estivi, di schermare le finestre (ad es. con tendaggi, appropriato utilizzo delle tapparelle, ecc.) allo scopo di evitare l’abbagliamento e limitare l’esposizione diretta alle radiazioni solari;

– l’illuminazione generale e specifica (lampade da tavolo) deve essere tale da garantire un illuminamento sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l’ambiente circostante;

– è importante collocare le lampade in modo tale da evitare abbagliamenti diretti e/o riflessi e la proiezione di ombre che ostacolino il compito visivo mentre si svolge l’attività lavorativa.

 

Indicazioni per l’aerazione naturale ed artificiale:

– è opportuno garantire il ricambio dell’aria naturale o con ventilazione meccanica;

– evitare di esporsi a correnti d’aria fastidiose che colpiscano una zona circoscritta del corpo (ad es. la nuca, le gambe, ecc.);

– gli eventuali impianti di condizionamento dell’aria devono essere a norma e regolarmente manutenuti; i sistemi filtranti dell’impianto e i recipienti eventuali per la raccolta della condensa, vanno regolarmente ispezionati e puliti e, se necessario, sostituiti;

– evitare di regolare la temperatura a livelli troppo alti o troppo bassi (a seconda della stagione) rispetto alla temperatura esterna;

– evitare l’inalazione attiva e passiva del fumo di tabacco, soprattutto negli ambienti chiusi, in quanto molto pericolosa per la salute umana.

 

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Fonte: informativa INAIL sulla sicurezza nel lavoro agile ai sensi dell’art. 22, comma 1, l. 81/2017