SOLUZIONI DI PROTEZIONE PASSIVA ANTINCENDIO – VERNICI INTUMESCENTI

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Se prendiamo in considerazione le difese antincendio degli edifici, il primo pensiero va istintivamente ai mezzi di protezione attiva, cioè estintori, idranti e mezzi di spegnimento automatizzati dimenticando che una buona protezione antincendio necessita alla base un buon sistema di protezione passiva.

Questo sistema fondamentale per la sicurezza degli edifici, sia pubblici che a destinazione residenziale, è rappresentato dalla protezione delle strutture portanti dai pericoli causati da un possibile incendio.
Infatti, lo svilupparsi di un incendio può alterare le caratteristiche di resistenza meccanica delle strutture sino a portarle ad un repentino collasso con conseguenze disastrose per i fabbricati e per chi vi è all’interno.
Per protezione passiva s’intendono tutte le misure che, non prevedendo azioni umane dirette, fanno in modo che un incendio abbia difficoltà a propagarsi: si tratta dell’utilizzo di prodotti incombustibili o poco combustibili, di materiali posti a protezione di elementi strutturali, di compartimentazioni resistenti al fuoco etc..

Tra le misure di protezione passiva rientrano le pitture intumescenti in grado di ritardare la trasmissione del calore e delle fiamme nella struttura aggredita dal fuoco e negli ambienti circostanti.
Le pitture intumescenti consentono di garantire, in caso d’incendio, la Resistenza Meccanica (R), la Tenuta ai Fumi (E) e l’Isolamento Termico (I) degli elementi verniciati per il periodo di tempo richiesto dalle normative vigenti. Vengono impiegate per il trattamento di strutture portanti in acciaio, legno, cemento armato, cemento armato precompresso e di pareti non portanti in blocchi di laterizio e di calcestruzzo.
Questo trattamento è particolarmente indicato per le strutture in legno, in quanto non va ad intaccarne l’estetica e allo stesso tempo protegge il manufatto ligneo, assicurandone il ritardo della propria combustione.  Si tratta solitamente di vernici a base di acqua, non infiammabili, che possono essere colorate o trasparenti, lucide o opache e si applicano utilizzando un rullo o un pennello in caso di piccole superfici, o a spruzzo se si tratta di coprire zone più estese.
In presenza di un incendio l’inizio della carbonizzazione del legno e dell’avanzamento della zona di processo è fissato convenzionalmente con il raggiungimento della temperatura di circa 300°C.
Nel caso di utilizzo di vernici intumescenti il raggiungimento di una temperatura di circa 200°C durante un incendio, scatena una reazione che porta la pellicola applicata sul legno a gonfiarsi e ad aumentare il proprio volume anche fino a 100 volte sino a trasformarsi in una schiuma, sfruttando le bolle rigonfiate dal gas inerte che si sviluppano nel corso del processo, limitando così l’innalzamento della temperatura dei supporti su cui è impiegato.

La scelta delle pitture intumescenti e del personale qualificato che le applicherà è di fondamentale importanza.
Nei trattamenti in loco, l’applicazione del rivestimento protettivo è preceduta da una analisi delle strutture lignee e della loro relativa umidità, durante la quale deve esser scelto con criterio il metodo di trattamento e va constatata la compatibilità tra la reazione chimica del trattamento ignifugo e del trattamento, eventualmente, già presente sul legno. I trattamenti a spruzzo, condotti a pressione, assicurano una maggiore durevolezza e poca manutenzione rispetto ad un trattamento a pennello.  Il trattamento, una volta realizzato, deve garantire un grado di permanenza delle prestazioni certificato nel tempo.
Il risultato migliore si ottiene quando il prodotto viene impiegato su legno grezzo e sempre a poro aperto; pertanto prima della posa del trattamento bisognerà provvedere ad un eventuale rimozione, a mezzo sabbiatura o carteggiatura, di grassi, cere, unto o vernici preesistenti fino ad un ottenimento di una superficie nuda adatta all’assorbimento del prodotto intumescente, conferendo al supporto il grado di resistenza al fuoco desiderato.

 

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