SUBACQUEI PER PROFESSIONE: ECCO I DPI IRRINUNCIABILI

ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE…COME RICONOSCERE LA FRESCHEZZA DEL PESCE
8 Febbraio 2016
Non portarti a casa lo stress del lavoro
10 Febbraio 2016

Subacquei per passione o per professione? La linea sottile tra chi pratica uno sport per lavoro o per passione è rappresentata essenzialmente (ma non solo) dalla Valutazione dei Rischi che, nel primo caso, il datore di lavoro deve obbligatoriamente fare così da elaborare il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi).
Parte integrante della valutazione dei rischi è anche la necessità di proteggersi dai rischi residui (rischi ineliminabili nonostante siano state applicate tutte le misure di prevenzione tecnicamente possibili).
Premettendo che per i lavori subacquei i DPI rappresentano, anche e soprattutto, la funzione di sistemi di sostentamento delle funzioni vitali, impossibili in altro modo in un contesto di questo tipo, di notevole importanza sono i DPI per la protezione del capo.
In generale un sub può utilizzare tre tipi di “protezioni” per il capo:
– il cappuccio da immersione, realizzato in neoprene e tipicamente utilizzato nei lavori portuali;
– il “granfacciale”, costituito da una maschera a copertura totale del viso e da un cappuccio in neoprene, a volte integrato nel gran facciale e a volte no;
– il casco da immersione.
Il cappuccio da immersione ha una funzione di protezione contro il freddo e contro piccoli urti e abrasioni del capo: NON PUO’ certamente configurarsi come un adeguato DPI per la protezione del capo e non rientra quindi nella tipologia di questi tipi di DPI.
Il “granfacciale” protegge unicamente il viso e ha lo scopo di consentire un’adeguata fornitura di gas respirabili e, eventualmente, la comunicazione con la superficie. Come già detto questo dispositivo è caratterizzato dalla presenza di un cappuccio da immersione integrato o meno nel dispositivo stesso. La protezione del capo, così come per il semplice cappuccio da immersione combinato con maschera ed erogatore, non costituisce alcun rimedio né contro gli urti né contro la caduta di oggetti dall’alto.
Arriviamo a dettagliare il casco da immersione. Tale oggetto è realizzato in materiali plastici o, addirittura in acciaio (il classico “casco da palombaro”). Per quanto riguarda la protezione contro gli urti e la caduta degli oggetti dall’alto, il casco da immersione, è sicuramente il DPI più idoneo in questo tipo di attività professionali.
Riassumendo: i cappucci da immersione e il granfacciale non possono in alcun modo proteggere il capo se non dal freddo e dalla possibilità di banalissime abrasioni mentre il casco da immersione può!
Chi di voi non è subacqueo magari si potrebbe chiedere come mai tanta importanza ai DPI di protezione da urti e abrasioni. Cosa mai potrebbe succedere in fondo al mar?! Quante probabilità ho che una barca, non rispettando il divieto di avvicinarsi più di 100 mt alla segnaletica subacquea (boa o bandiera con striscia bianca su campo rosso), getti la sua ancora sulla mia testa mentre mi sto immergendo o mi tranci con la sua elica mentre sono in risalita? Certo, le probabilità sono ridotte ma comunque non trascurabili visto che possono provocare la morte di chi è in immersione.

Ma un’altra elevata probabilità che non può assolutamente essere trascurata è quella di entrare in contatto, durante le immersioni, con le strutture fisse poste sul fondo del mare (dalle grotte marine o scogli sporgenti ai relitti).
Questo rischio è influenzato da uno degli elementi ambientali più comuni sott’acqua: le correnti marine. Queste possono essere particolarmente insidiose in quanto possono variare repentinamente di direzione ed intensità. Unendo a questo l’impossibilità da parte dell’operatore di avere un adeguato bilanciamento, dovuto alla galleggiabilità del corpo sempre presente (il sub in immersione fa continuamente esercizi di pivoting per controllare la galleggiabilità del corpo), ecco che la frequenza di urti con le strutture del fondale aumenta il rischio per questo tipo di incidente.

Essendo il capo la parte del corpo più esposta a movimenti anche bruschi, risulta che la sua protezione dagli gli urti debba essere un’assoluta priorità nella gestione del rischio in questo tipo di attività lavorative.