TEMPORALE ESTIVO: MAI PRENDERLO SOTTOGAMBA

IN GUARDIA E IN SICUREZZA
27 Luglio 2017
UNI EN ISO 7010:2017 – SEGNALETICA DI SICUREZZA
31 Luglio 2017

In questo periodo in cui l’allarme siccità è l’argomento più discusso vi è mai capitato di desiderare un rinfrescante temporale estivo? Sicuramente sì…ma quali sono i rischi ad esso collegati?

Durante la stagione estiva si registra un sensibile incremento dei fulmini e il rischio di rimanerne vittima aumenta. L’invito alla prudenza viene da ricercatori americani del National Lightning Safety Team, promotori di una campagna di sensibilizzazione con lo slogan “When thunder roars, go indoors” (quando il tuono ruggisce, andate al chiuso).

Il rischio di essere vittima di un fulmine è fortunatamente molto basso e negli ultimi 30 anni, grazie anche alle campagne di sensibilizzazione, è diminuito il numero di incidenti.

In Italia fino agli anni ’70 gli eventi mortali erano una quarantina all’anno. Negli ultimi anni siamo scesi a circa 10 decessi e una ventina di eventi non fatali, a fronte di un aumento della popolazione. Un buon traguardo ma è comunque utile mantenere uno stato di allerta e conoscere i comportamenti da mettere in atto per evitare spiacevoli sorprese. L’Italia, per le sue caratteristiche geografiche, è spesso interessata da questa tipologia di fenomeno atmosferico: la presenza di catene montuose e il fatto di essere circondata da un mare caldo come il mediterraneo alimenta l’intensità delle perturbazioni. Le Regioni dove più spesso si osservano eventi fatali sono la Sardegna, il Trentino e l’Abruzzo, soprattutto in ragione della presenza di aree montagnose e alla maggiore diffusione di attività all’aperto come la pastorizia.

Fortunatamente solo una minoranza delle persone colpite da un fulmine riporta conseguenze così gravi che conducono all’immediato decesso. Quando il fulmine si scarica direttamente su una persona il decesso è inevitabile. Ma nel caso di fulminazione indiretta, ossia causata dalla corrente che si disperde nel terreno circostante al punto d’impatto, le conseguenze sono in genere minori anche se a volte molto gravi. La fulminazione indiretta può comportare ustioni, arresto cardiaco, arresto respiratorio, problemi alla vista a causa del bagliore del fulmine nonché disturbi uditivi per il rumore dovuto al violento spostamento d’aria.

Ormai quasi tutti sanno che quando ci troviamo di fronte a un forte temporale la prima cosa da fare è cercare rifugio al chiuso ed evitare di ripararsi sotto gli alberi. Comunque vi sono molti altri accorgimenti che possono aiutare nella prevenzione:

  • Se si è all’aperto, senza ripari nelle immediate vicinanze, evitare di stare in piedi con le gambe divaricate a causa del rischio di differenze di potenziale elettrico tra i due piedi. È meglio accucciarsi tenendo i piedi il più uniti possibile e con la testa tra le ginocchia.
  • Se si è in un gruppo di persone, sparpagliarsi per evitare la propagazione dalla scarica alle persone accanto.
  • Ovviamente non bisogna ripararsi sotto gli alberi isolati, specie se alti. Il bosco fitto è già meno pericoloso, purché si rimanga lontano dai tronchi o dai rami bassi.
  • Liberarsi da qualsiasi oggetto metallico (collanine, orologi) e cercare di evitare tutte le strutture metalliche, come per esempio i piloni, tettoie aperte, cabine telefoniche.
  • Se si è al mare, durante un temporale, stare distanti dalle barche e dalla spiaggia perché gli ombrelloni e gli alberi delle imbarcazioni possono attirare un fulmine. Evitate anche di entrare in contatto con l’acqua o uscire subito se si sta facendo il bagno. Se si ha la possibilità di rifugiarsi in macchina, chiudere bene i finestrini ed evitare di toccare le portiere del veicolo.
  • Tenere presente che le persone colpite da fulmine non sono cariche elettricamente e dunque non si rischia nulla a prestare loro soccorso. Al contrario un soccorso immediato può risultare determinante per salvare la vita.