TRUCCHI E SAPONI NICHEL FREE? IMPOSSIBILE

LA FORMAZIONE PER GLI ADDETTI AI LAVORI IN QUOTA
16 Giugno 2016
PLATONE DOCET: L’ALCOL NON FA BENE
20 Giugno 2016
LA FORMAZIONE PER GLI ADDETTI AI LAVORI IN QUOTA
16 Giugno 2016
PLATONE DOCET: L’ALCOL NON FA BENE
20 Giugno 2016

Qual è una delle prime cose che fa una donna la mattina prima di uscire o prima di andare a lavoro? Il trucco! Fin qui tutto bene, nessun rischio in tema di salute e sicurezza sul lavoro, ma cosa succede alla donna lavoratrice che si trucca “al volo”, magari con trucchi economici, ed è allergica al nichel? Il datore di lavoro della stessa potrebbe essere coinvolto? Al datore di lavoro in realtà non accadrebbe niente a meno che non sia lui a fornire i trucchi alle lavoratrici al fine di promuovere i prodotti in vendita.

Andiamo con ordine e facciamo un po’ di chiarezza.

Cos’è il nichel? È un metallo di colore bianco-argenteo che viene utilizzato per creare leghe resistenti (tra cui anche alcuni tipi di acciaio).
Chi è allergico al nichel sa che quest’ultimo è presente in numerosi alimenti (cacao, cioccolato, pomodori, lenticchie, kiwi, cipolle, funghi, liquirizia, etc…). Il nichel è presente anche all’interno dei cosmetici per i quali rappresenta una sostanza presente in quantità più o meno elevate come residuo di lavorazione dei prodotti.
La SNAS, sindrome da allergia sistemica al nichel, provoca reazioni allergiche al contatto sia interno (da ingestione di alimenti) che esterno (da contatto con ciondoli, fibbie, sostanze che contengono tale sostanza).
Per alcuni può bastare un mino contatto con il nichel per scatenare una reazione allergica mentre altri hanno una soglia di tolleranza più alta.
Il sintomo più evidente di reazione allergica al nichel è rappresentato dalle dermatiti da contatto (arrossamenti della cute, lacerazioni, prurito, bruciore, etc…).
I detersivi e i cosmetici (saponi, shampoo, creme, smalto per unghie, tinture per capelli, make-up…) possono contenere nichel perciò è consigliato scegliere cosmetici e detersivi che presentino la dicitura Nichel Tested. Quest’ultima infatti è quella corretta: la nota Nichel Free è errata in quanto tracce di nichel nei cosmetici sono considerate normali ed ammesse dalla legge.
La nota Nichel Tested è accompagnata dall’indicazione della soglia massima al di sotto del quale il nichel è presente in un determinato prodotto.
La legge non indica limiti per la presenza di nichel nei cosmetici tuttavia si ritiene improbabile che le persone allergiche abbiano reazioni per concentrazioni di nichel inferiori a 1 ppm. Per tale motivo il limite di tolleranza raccomandato è pari a 1 ppm.

Quindi, come fare a sapere se un prodotto è “quello giusto”? Per una maggiore sicurezza è bene far riferimento alla scritta Nichel Tested e poi…provare ed osservare se compaiono reazioni.
E a lavoro?Nelle operazioni di pulizia è sempre bene che il datore di lavoro fornisca guanti per le pulizie e ne disponga l’utilizzo per evitare che la pelle entri in contatto con prodotti aggressivi e potenzialmente allergizzanti. Nei servizi igienici sarebbe corretto fornire ai lavoratori saponi il più naturali possibili e ricordare sempre di sciacquarsi abbondantemente le mani dopo essere entrati in contatto con saponi o detersivi.

Vuoi restare sempre aggiornato?

_______

Ricevi gli ultimi articoli nella tua casella di posta.