TUTELA DEL MARE: DOTAZIONI MINIME ANTI-INQUINAMENTO MARINO

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Greenpeace intercepts the Leiv Eiriksson drill rig in the north Atlantic en route to Greenland. Greenpeace has been involved in a week-long search for the 53,000 tonne Leiv Eiriksson the only oil rig scheduled to begin new off-shore drilling operations in the Arctic this year. The rig is due to start dangerous deep water drilling operations as early as next week. Financial investors in Scotland's Cairn Energy - the operators of the Leiv Eiriksson- are currently on a tour of the company's operations in the Arctic.

Il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 23 gennaio 2017, pubblicato sulla GU n.37 del 14-2-2017, definisce le dotazioni di attrezzature e scorte di risposta ad inquinamenti marini da idrocarburi, che devono essere presenti in appositi depositi di terraferma, sugli impianti di perforazione, sulle piattaforme di produzione e sulle relative navi appoggio. Il decreto abroga quello del 20 maggio 1982 (che regolava la materia) ed entra in vigore a 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta.

E’ obbligatorio per titolari di permesso di ricerca o di concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, di provvedere alle dotazioni, per i depositi in luoghi idonei sulla terraferma, sulla base di una pianificazione logistica e operativa.

Inoltre, per quanto riguarda le dotazioni antinquinamento sulle navi appoggio si menziona l’importanza di una determinata presenza di panne di altura, panne assorbenti e litri di prodotti disperdenti.

Il decreto si è reso necessario per via dell’evoluzione tecnologica intervenuta negli ultimi anni nel settore delle attrezzature e dei prodotti da utilizzare per la bonifica del mare della contaminazione da idrocarburi petroliferi ed ha portato ad una revisione e aggiornamento delle dotazioni e scorte che devono essere disponibili su ciascuna piattaforma, sulle navi appoggio e in terraferma per combattere gli effetti dannosi in caso di inquinamenti accidentali.

Il Decreto riporta in aggiunta anche disposizioni precise in merito alla corretta manutenzioni delle dotazioni e sottolinea l’importanza di elaborare istruzioni e procedure operative dettagliate per la corrette gestione in modo tale che le attrezzature, presenti presso i depositi, gli impianti e le navi appoggio, siano sempre in buone condizioni manutentive, operative e costantemente disponibili per l’uso immediato.

Alcune dotazioni devono essere specifiche all’utilizzo e, quindi, impiegabili in mare (ad es. panne assorbenti, materiale oleoassorbente, prodotti disperdenti e assorbenti non inerti).

Il documento riporta, anche, specifiche tempistiche di adeguamento. I titolari di permesso di ricerca hanno 10 mesi, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per integrare le dotazioni e attrezzature presenti nei propri depositi, navi appoggio, piattaforme di perforazione e produzione e navi di stoccaggio.

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