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Caro Imprenditore, caro Manager, difficile stare nel mondo del lavoro. Lo so, siamo tirati continuamente per la giacca: quando gli ordini vanno a gonfie vele ci sono le uscite impreviste, oppure i conflitti tra il personale, le dimissioni inaspettate, collaborazioni diventate amicizie che si dissolvono in un lampo, la telefonata della banca, il mercato che evolve alla velocità della luce, gli insoluti, il guasto alla rete aziendale e tanti altri contrattempi che a volte ci fanno pensare ma chi me lo fa fare?

 

Amico mio, questa sì che è una domanda da evitare perché il nostro dialogo interno non farà che esploderci in testa tutta una serie di negatività che ci porteranno ad accrescere il nostro sconforto. Siamo dei leader ed il nostro atteggiamento mentale è alla base di tutto. Dobbiamo andare oltre. Magari ci servirà qualche giorno di pausa e relax propedeutici al nostro lavoro, ma soprattutto sarà indispensabile farci le domande giuste. Perché ho scelto questa vita? Cosa mi ha spinto e mi spinge ogni giorno a mettermi in gioco? Quali sono i valori che mi fanno scegliere e decidere? Cosa voglio rappresentare per me e per gli altri? Come mi vorrò vedere quel giorno lontano quando canuto ripenserò alla mia vita? Domande che trovano risposte nel nostro inconscio e non nella sfera razionale; domande che, se ben poste, scaturiscono risposte che ti fanno vedere qual è la tua VISIONE, qual è la tua missione. Sentiremo il cuore che si gonfia, la schiena che si raddrizza, i polmoni che si ossigenano ed un tepore che arriverà anche negli angoli più nascosti dentro di noi.

 

Non siamo qui per caso né tantomeno per fortuna; forze “sconosciute” ci hanno portato fin qui, ci hanno fatto andare a testa bassa superando grandi ostacoli, ci hanno fatto esultare nei momenti di gioia. E’ la visione che ci ha guidato fin qui: qual è il mio scopo, perché esisto, che senso voglio dare alla mia vita. Io l’ho capito nel corso degli anni: la vita merita di essere vissuta con entusiasmo e passione lasciando il segno per me e per gli altri. E’ per questo che voglio contribuire nel migliorare la qualità della vita delle persone sul lavoro. Contribuire, che nobile bisogno. Contribuire affinché si affronti il business mettendo la persona in primo piano. Contribuire a dare quella consapevolezza e motivazione tali per cui è impensabile ammalarsi sul lavoro, stressarsi fino a deprimersi, tanto meno infortunarsi; inimmaginabile pensare che si possa morire sul lavoro. Quando questo diventa un bisogno primario tutte le mie fatiche diventano più leggere. E’ un lavoro quotidiano che faccio sul e con il mio team di lavoro e mi impegno a trasferirlo nel mindset delle Organizzazioni con cui collaboro.

 

Sorrido e mi sento appagato quando penso di avere l’occasione di influenzare positivamente le persone affinché mettano al primo posto la qualità della vita loro e delle persone che le circondano. Quel sorriso è uno scudo che mi protegge da coloro che pensano che l’Azienda sia solo un salvadanaio da riempire, un bilancio economico, che le persone sono numeri e che tutto è riconducibile all’ebitda. Mi difende da coloro che criticano questa mia scelta e da coloro che pensano che il termine cultura non appartenga alla salute e alla sicurezza sul lavoro. Quando la nostra visione è ben chiara diventiamo come il fusto di un palma sottoposto al forte vento: potremo fletterci, ma difficilmente potremo romperci. Ci daranno di folli, giudicheranno noi ed il nostro operato, ma noi avremo trovato la nostra stella polare e quella seguiremo.

 

Non ho lo scopo di passare alla storia come imprenditore, ma il mio obiettivo è di sentirmi appagato di ciò che nella vita ho fatto come imprenditore: i fatturati si dimenticano facilmente, mentre i buoni rapporti con le persone, il ricordo di ciò che gli avrai lasciato resteranno e saranno il bene più prezioso. E’ per questo che mi impegno per migliorarmi ogni giorno di più; lo faccio per me stesso e lo faccio per loro perché io credo profondamente nel fatto che L’UOMO NOBILITA IL LAVORO. Va dove ti porta la visione.

Stefano Pancari, Presidente Sfera Ingegneria.

 

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